L'ex sindaco si propone con una lista civica per governare la città E Cortopassi ci riprova Mercoledì annuncerà il suo programma


PISA _ Anche Sergio Cortopassi scende in campo nel confronto delle amministrative di fine novembre. E un nome noto alla città per la sua militanza nel partito socialista, per essere stato primo cittadino prima di Floriani ed ancor prima vice-presidente dell'amministrazione provinciale. Mercoledì prossimo, alle 21.15, presso la chiesa di San Paolo all'Orto, Cortopassi ufficializzerà la sua candidatura a sindaco di Pisa e presenterà alla cittadianza la «Lista civile Cortopassi per Pisa» illustrando le linee programmatiche per il governo della città. Al primo posto - di quello che si delinea il suo programma elettorale - c'è il delicato tema di garantire la sicurezza dei cittadini combattendo con energia la microcriminalità e organizzando una seria tutela sociale. Altri temi che Cortopassi illustrerà mercoledì sera sono quelli di sollecitare tutte le opportunità nell'ambito di una politica di sviluppo per ogni tipo di impresa: commerciale, artigianale, agricola, industriale, turistica (porto di Marina). Al candidato sta a cuore anche la riorganizzazione dei servizi cittadini (dai trasporti alla viabilità ai parcheggi), pensati per servire i cittadini e non penalizzarli; la modifica dei regolamenti comunali «capestro» che nei fatti affossano lo sviluppo della città. Altro tema che Cortopassi vuole affrontare è il controllo rigoroso della politica di spesa pubblica, con forte contenimento della pressione fiscale; ma anche quello di coordinare i grandi enti territoriali pisani (università, Cnr, ecc.) nell'ottica dello sviluppo della città nel contesto regionale e non di un suo arretramento in favore di altre realtà territoriali. Nei temi programmatici, si trova anche quello di riaffermare i valori umani, sociali, civili e culturali oggi disattesi; attuare un processo di riorganizzazione della struttura comunale che ponga al centro dell'attenzione il rapporto con il cittadino e affronti la sfida della qualità dei servizi; difesa del diritto di «successo professionale e personale» di chi non è inserito nel «coro di regime».