Il progetto coinvolge tutti i livelli, dalle elementari alle superiori A scuola di archeologia In classe gli esperti del «Blanc» di Viareggio


VIAREGGIO - A scuola di archeologia. Dopo la campanella inaugurale, l'anno scolastico comincia a muovere i primi passi. E il museo preistorico e archeologico di Viareggio «Blanc» cala il suo asso: lezioni specifiche e laboratori a tema nelle classi di mezza Toscana e parte dello Spezzino. Il progetto coinvolgerà tutte le scuole, dalla materna alle superiori. L'iniziativa è nata nel 1994, ma quest'anno, a causa di alcuni lavori di restauro che riguarderanno Palazzo Paolina, sede del museo, saranno gli esperti a visitare le scuole e non viceversa. Lezioni nelle classi degli istituti che ne faranno richiesta mediante bollettino postale da intestare a «Comune di Viareggio, servizio tesoreria» (c/c numero 13100557), specificando nella casuale «Percorsi didattici Civili musei». Il costo a lezione (durata tre ore) è di 100mila lire per le scuole versiliesi e di 115mila per tutte le altre. I docenti impegnati saranno una trentina, ultratrentenni laureati nel campo storico-artistico in cerca di occupazione che sono stati segnalati dai Dipartimenti universitari. La scuola di storia riguarderà i seguenti argomenti: preistoria, Egitto e Oriente, etruschi e romani, medioevo e storia dell'arte. Negli istituti superiori già informatizzati, inoltre, verranno istituiti corsi di archeologia in Internet. Queste le province che, oltre alla Versilia, hanno già aderito al progetto: Lucca, Pisa e Massa Carrara. Ma non solo. Si sono aggiunti anche comuni della provincia di Livorno (Collesalvetti, Gabbro, Livorno e Vicarello), di Pistoia, Prato, Firenze e La Spezia. Ogni realtà seguirà un programma specifico legato alle radici e agli insediamenti subìti nei secoli scorsi. Ovunque si studieranno le botteghe dei pittori dove i mecenati si recavano per commissionare i dipinti, mentre nei paesini di antica atmosfera medievale spazio aperto all'officina del libro. La parte del leone, però, la faranno i monasteri, strutture oggi dimenticate che in passato nelle antiche civiltà ricoprivano una funzione vitale. Una sorta di «Grande fratello» in mattoni. Promotrice dell'iniziativa è la direttrice del museo Blanc, Daniela Cocchi Genick, che, forte del master che ha tenuto per alcuni suoi colleghi alla Normale di Pisa, ha gettato il cuore oltre all'ostacolo e ha messo in piedi un pool di esperti che porterà una ventata di aria nuova, anzi «storica», nelle scuole toscane. Particolare che sarà gradito dagli studenti, i laboratori di pratica: scrittura cuneiforme, iconografia e costruzioni di vasellame alla maniera etrusca per far toccare con mano quanto imparato sui libri. La ciliegina sulla torta, infine, è rappresentata dal ricco programma di gite culturali nelle città d'arte. Per informazioni: 0584961076.

Danilo D'Anna