La Provincia di Pistoia (con altri 6 enti locali) chiede finanziamenti Le riserve battono cassa Investimenti su ambiente e accoglienza


PISTOIA - L'unione fa la forza, anche quando si parla di parchi e di aree protette. Ne è convinta la Provincia, che dopo aver saputo coagulare enti locali e istituzioni pubbliche e privati in materia di rifiuti e di rischio idraulico, ora ci riprova con le «zone umide della Toscana settentrionale». Un piano che mette insieme le Provincie di Pistoia, Lucca, Firenze e Pisa, i Comuni di Quarrata, Sesto Fiorentino e Bientina, il Consorzio e il Centro documentazione del Padule di Fucecchio, l'Apt Valdinievole, la Lipu ed altre istituzioni. Obiettivi comuni: difendere dal punto di vista ambientale le aree umide dei territori in questione, realizzare le infrastrutture di base per la loro fruizione (luoghi di accoglienza, percorsi) e promuoverne visite didattiche e turistiche. Le aree umide coinvolte sono innanzitutto il Padule di Fucecchio, quindi l'area protetta della Querciola di Quarrata e l'omonima area di Sesto Fiorentino; infine l'area del Bosco di Tanali a Bientina e il Laghetto di Sibolla a Lucca. Perché mettere insieme tutti questi enti per un intervento congiunto? Lo spiega l'assessore provinciale all'ambiente Giovanni Romiti. «La Regione - dice Romiti - ha deciso di stanziare nove miliardi per le aree protette ed entro la fine del mese deciderà la loro ripartizione. Noi ci presentiamo con un progetto unico che mette insieme tanti enti e che è rilevante non solo sul piano amministrativo, ma per i suoi contenuti. L'intero piano, infatti, composta una spesa di un miliardo 866 milioni, il 31% dei quali verrebbero erogati direttamente dagli enti locali. Se il progetto fosse finanziato, si avrebbero tra l'altro ricadute dal punto di vista occupazionale di un certo significato». L'idea di una «rete fruitiva e organizzativa di aree umide interne della Toscana settentrionale» (come recita il frontespizio del progetto) non si ferma comunque all'esistente. Se i risultati raccolti saranno buoni, nulla vieterà un ulteriore allargamento della rete, che potrebbe estendersi alle aree protette tout court. Per quanto riguarda la provincia di Pistoia, ci sono due ottime candidature: quella della riserva naturale interprovinciale dell'Acquerino (manca l'istituzione formale, ma cresce l'interesse: nei giorni scorsi il Comune di Montale ha chiesto di essere della partita) e quella della futura riserva orientata di Campolino, che la Provincia punta ad allargare fino a 900 ettari. «Se anche queste due aree entrassero in rete - sottolinea Romiti - disporremmo di un sistema di aree protette appetibile dal punto di vista naturalistico per tutto l'anno: quelle umide in autunno e primavera, quelle montane in estate e inverno».