Sotto accusa i metodi dell'interrogatorio della superteste del processo Russo I Pm diventano imputati E interviene anche Prodi: «E' un fatto gravissimo»


ROMA _ E immortalato nelle immagini sfocate della deposizione di Gabriella Alletto l'ultimo caso che sta scuotendo la giustizia italiana. Il clamore suscitato dalla videoregistrazione dell'interrogatorio della testimone chiave nel processo per la morte di Marta Russo è approdato ieri prepotentemente in Parlamento con una netta presa di posizione di Romano Prodi. Rispondendo ad una interrogazione alla Camera, il presidente del Consiglio ha definito la vicenda «gravissima» e ha ammesso che «il Governo è consapevole del turbamento creato da questo episodio nell'opinione pubblica». «Anche in particolare -ha aggiunto Prodi- per quanto si riferisce ai dubbi sulla correttezza formale e sostanziale delle condotte degli organi inquirenti». Prodi ha quindi ricordato che il ministro della Giustizia Flick si è attivato subito presso il procuratore generale e presso il presidente della Corte d'Appello di Roma per fare chiarezza sul caso e ha assicurato che il Guardasigilli «valuterà le informazioni e le documentazioni trasmesse con la massima attenzione e assumerà con rapidità le sue determinazioni». E oggi la procura invierà a Flick una relazione per spiegare la vicenda della videoregistrazione. Le modalità dell'interrogatorio della Alletto saranno inoltre presto all'esame del Csm _ che potrebbe decidere un trasferimento d'ufficio del procuratore aggiunto Ormanni e del sostituto La Speranza _ e della procura di Perugia. A ottenere l'intervento del Csm è stato il membro laico del Ccd Michele Vietti, ma molti consiglieri si sono detti scettici sull'iniziativa, temendo di interferire con il processo in corso (le stesse perplessità del presidente dell'Anm Elena Paciotti), mentre la magistratura umbra, competente ad indagare sui colleghi romani, è stata messa in moto da un esposto dell'avvocato Carlo Taormina. Il video dello scandalo è stato trasmesso nei giorni scorsi da tutti i telegiornali e da ieri è possibile vederlo in versione integrale su diversi siti Internet. Le riprese mostrano i due Pm titolari dell'inchiesta sull'omicidio all'università fare pesantissime pressioni sulla Alletto, priva di avvocato difensore, per convincerla ad ammettere la sua presenza sul luogo del delitto. «La costituzione e il codice di procedura penale _ ha detto Prodi sempre parlando ieri a Montecitorio _ chiariscono che le dichiarazioni rilasciate da persone informate dei fatti, testimoni e imputati devono essere il frutto di una scelta libera, coscente e volontaria». «Agli organi inquirenti _ ha aggiunto _ è fatto divieto di usare metodi e tecniche che possono condizionare sotto il profilo psicologico le condotte processuali. La costituzione e il codice di procedura penale contemplano già l'esclusione di sistemi esaminatori che si rivelino tali da giungere a pregiudicare di fatto la possibilità di rendere dichiarazioni veramente libere, coscienti e volontarie». «In linea con questi criteri _ ha concluso il capo del Governo _ si muoverà il ministro di Grazia e Giustizia». Un commento tagliente gli è arrivato da Berlusconi: «Si vede che quei pm non sono della sua parrocchia». Dopo le reazioni indignate di diversi politici, l'interrogatorio della Alletto ha suscitato ieri la protesta e la denuncia della Camera penale di Roma e i commenti critici di magistrati e giuristi. «Quel modo di condurre un interrogatorio _ ha detto il segretario di Md Borraccetti _ mi pare molto anomalo rispetto al modo di procedere dei Pm».

Valerio Gualerzi