Trasferito con un elicottero militare. Inizia la battaglia giudiziaria sull'estradizione Gelli è in ospedale a Marsiglia Non vuole tornare in Italia, ma gli avvocati trattano


FIRENZE _ Tutto come da copione. Licio Gelli ex venerabile, è stato trasferito ieri dall'ospedale Pasteur di Nizza al centro ospedaliero Santa Margherita di Marsiglia che ricade sotto la competenza della Corte di Appello di Aix en Provance. Misure di sicurezza ferree: è stato utilizzato un elicottero militare, scortato dai gruppi di intervento della gendarmerie (l'equivalente dei nostri Nocs); segretezza totale (la notizia è trapelata a trasferimento avvenuto); soddisfazione del procuratore di Nizza Didier Durant che finalmente ha consegnato ad altri quell'ospite scomodo. Perché il fermento attorno all'uomo dei misteri, catturato a Cannes la settimana scorsa, è ancora tanto. Se un po' di chiarezza è stata fatta, e non senza attriti, sul collegio difensivo _ a tutelare gli interessi dell'ex venerabile sarebbero l'avvocato Michele Gentiloni di Roma esperto in diritto internazionale e l'avvocato penalista Luca Saldarelli di Firenze, l'ultima nomina _ meno chiara resta la strategia attraverso la quale Gelli potrebbe anche far ritorno in Italia.IL LEGALE francese della famiglia Maxime Gorra, pochi minuti dopo il trasferimento, ha fatto sapere che «Gelli sembra irremovibile sulla questione estradizione. Si opporrà». Di altro parere, invece, i legali italiani. Luca Saldarelli ha incontrato Gelli due giorni fa e oggi probabilmente tornerà in Francia. Se l'ex venerabile dovesse restare in cella oltralpe il pool difensivo avvierà una serie di contatti con il ministero di Grazia e giustizia (uno dei quali già avvenuto ma con scarsi risultati) «per ottenere la detenzione in una struttura carceraria che garantisca una appropriata assistenza sanitaria e altrattante garanzie sull'incolumità. Non faremo alcuna trattativa per un rientro morbido di Gelli in Italia, né chiederemo trattamenti di favore». La struttura idonea a ospitare l'ex venerabile potrebbe essere Parma. Molto resta da decidere e molto resta da chiarire. L'arresto di Gelli sembra strettamente legato alle sue condizioni fisiche. «Era da mettere in conto - spiega Saldarelli riferendosi alla cattura - Ha un problema serio da risolvere in brevissimo tempo. Deve essere sottoposto a un intervento chirurgico per una diverticolite intestinale». Come a dire che Gelli, quasi ottanta anni, diversi malanni, potrebbe aver «gettato la spugna» perché lo status di latitante stava diventando troppo pesante? «E' una possibilità», è la risposta laconica. Decisione che potrebbe aver un collegamento tutto da scoprire con il ritrovamento dell'oro - 164 chili - nascosti nei vasi da fiori di Villa Wanda perquisita in questi anni trentacinque volte. Anche il ritrovamento dei lingotti potrebbe entrare a far parte di uno «scambio alla pari»? Medesima la risposta: «E' possibile». Garanzie contro una parte residua del tesoro dell'ex venerabile. Ipotesi, misteri: consuetudini dell'infinita odissea-Gelli. Mentre la procura di Milano ha avviato una nuova indagine nella quale entrano tutti quei parenti di Gelli che avrebbero favorito la sua fuga, la Procura generale ha spedito la motivazione della sentenza di appello sul crack Ambrosiano a Villa Wanda. L'atto ricevuto dalla governante è stato «girato» al legale Stefano Angiolini che ha annunciato la possibilità della richiesta di revisione del processo.

Cristina Orsini