Bene Fiat, Banca Intesa, Merloni Piazza Affari in rialzo con l'opv Bnl e Comit Ma in serata Alan Greenspan gela Wall Street


MILANO _ Piazza Affari chiude in rialzo una seduta tutta giocata in positivo. In un mercato cauto, in attesa del discorso del presidente della Federal Reserve, il Mibtel ha guadagnato l'1,86% con scambi contenuti (2.578 miliardi). In evidenza le Fiat (+4,14%), alle quali ha ridato fiato la ventilata ipotesi di nuovi incentivi. In recupero anche le Pirelli (+5,24%) che beneficiano delle attese su un miglioramento della situazione in Brasile. Forti le Banca Intesa (+6%) all'indomani dei dati dei primi sei mesi. Sospese più volte al rialzo, le Bnl hanno concluso a +7,85% _ ieri la Consob ha dato il via libera al prospetto per l'Opv _ mentre le Banconapoli hanno guadagnato il 5,27%. Volata di Merloni (+11,38%) favorita dagli ecoincentivi e dai dati del semestre. Risale Alitalia (+1,65%) per lo spiraglio su Malpensa malgrado il no Ue. Ma ieri Piazza Affari si è entusiasmata soprattutto per le ipotesi matrimoniali della Comit. Pur non rinnegando il vecchio progetto di alleanza con la Banca di Roma, la Borsa ha mostrato di gradire un eventuale fidanzamento di Comit con il polo Sanpaolo-Imi. Risultato: Comit + 3,24%, Sanpaolo + 4,45% e Imi + 4,29%. E in crescita hanno terminato anche Bancaroma (+2,83%) e Mediobanca (+2,97%). Segno che il mercato non rinuncia a scommettere sulle nozze di Comit, qualunque sia il `coniuge'. A favore di Sanpaolo-Imi _ pare sia sceso in campo direttamente il presidente Luigi Fausti _ ci sarebbe uno degli azionisti di peso (4%) della banca, il gruppo francese Paribas. "Perchè no" si è chiesto Robert Ricci, responsabile di Paribas in Italia, aggiungendo che il socio parigino più che contrario a un'alleanza con Banca di Roma preferirebbe "una Comit orientata verso nord". Qualche perplessità, invece, tra gli analisti, secondo il quali un asse Milano-Torino porrebbe un problema di potere. Comit avrebbe la minoranza in un consiglio con Sanpaolo-Imi, ma la Commerciale, quando si muoverà, «vorrà comandare» osserva un analista. Inoltre si avrebbe una sovrapposizione degli sportelli. E in serata è arrivata la notizia dagli Usa: nessun calo dei tassi. Il governatore della Fed, sentito alla commissione bancaria della Camera Usa, si è limitato ad affermare che controlli più stringenti sui mercati dei capitali non sarebbero la risposta giusta alle crisi finanziarie in corso in Asia, Russia e America Latina. Dopo l'invito di Clinton al G7 ad affrontare in tempi rapidi le crisi con una strategia globale e perseguendo politiche di crescita, i mercati si attendevano che Greenspan desse qualche segnale di apertura sul fronte del costo del denaro. Il 4 settembre, le Borse di tutto il mondo avevano segnato rialzi a catena perchè Greenspan disse che la Fed avrebbe potuto considerare un ribasso dei tassi, come antidoto alle crisi finanziarie. Ieri, dopo il suo no, Wall Street ha cominciato a perdere, prima 35 e poi 60 punti (- 0,76%) a quota 7.963,63.