La Federcaccia provinciale raccomanda il rispetto delle leggi e dell'ambiente Penalizzati i cacciatori grossetani in Maremma apre solo alla tortora


IN occasione dell'apertura generale della caccia, il messaggio che la Federcaccia di Grosseto vuole rivolgere ai 5.800 associati è quello di un impegno che consenta loro di continuare a praticare l'attività venatoria nel rispetto delle leggi con l'obiettivo di consentire le deroghe previste dalla direttiva europea 409/79 e il raggiungimento del 28 febbraio. Sembra che questa linea non sia condivisa dall'Amministrazione provinciale di Grosseto la quale, con il compiacimento di Arci Caccia, Enal Caccia, Libera Caccia, Italcaccia ha approvato un calendario che penalizza i cacciatori maremmani. Firenze, Siena, Arezzo, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Pistoia, Prato, Pisa hanno aperto a tutte le specie previste dal calendario regionale: a Grosseto solo alla tortora con chiusura ad alcune specie addirittura un mese prima rispetto alle altre province. Altro problema scottante è quello degli Atc che a tre anni dalla costituzione ancora non sono in grado di assicurare il minimo di gestione faunistica: la quasi assoluta non presenza della selvaggina sul territorio ne è la prova più lampante. E' per queste considerazioni penalizzanti che ci permettiamo di esprimere il nostro dissenso, infatti nella Federcaccia siamo abitauti al tranquillo e asperto confronto di idee che è la forma più naturale di collaborazione, sincera unità ed amicizia, che non guasta mai, un antidoto efficace che evidentemente non tutti utilizzano contro il rischio mortale di autoconvincersi di avere la verità in tasca sempre e comunque. E' un costume che traduce nei fatti la democrazia e il pluralismo, che aiuta a capire sempre le ragioni degli altri, anche quando non si condividono e che permette, in ultima analisi, di fare scelte ragionate e, di solito, non avulse dalla realtà: forse anche grazie a questo, la Federcaccia di Grosseto mantiene attorno al 60% delle adesioni dei cacciatori organizzati nelle associazioni venatorie riconosciute ai sensi della legge 157/92. In effetti nella federcaccia non confondiamo mai il merito con il metodo: si possono sostenere opinioni diverse senza con ciò lanciarsi reciproche scongiure o accuse di tradimento, non dappertutto è così, e non è una differenza da poco. E' con questi presupposti che noi riteniamo di costituire un modo diverso e più moderno per affrontare e difendere gli interessi del mondo della caccia e non solo di quello. Riteniamo che la nostra proposta per una unità dei cacciatori in un unico organismo attraverso una Confederazione non sia più rimandabile ed è altrettanto improponibile da parte di quelle associazioni che ancora insistono nella divisione dei cacciatori in buoni e cattivi costituendo un oprganismo locale chiamato Cuav non previsto dagli accordi nazionali. La nostra risposta ai vari tentativi di polverone è andare comunque avanti al di là degli slogan e lo faremo per la via maestra: determinare tutte le condizioni per la ricomposizione un quadro di regole che ponga tutti di fronte alla responsabilità di scelte che a quel punto dipenderanno solo dalla reale volontà e dai reali obiettivi. Niente più alibi. Per uscire da questo polverone bisogna volare alto, non si può pretendere che voli alto chi non ha ali, tocca a noi della Federcaccia spiegare le ali, visto che ce le abbiamo. Nella condizione di oggi si tratta di riprendere in mano il timone della costituzione dell'Unavi provinciale che faremo quanto prima anche perchè su questo punto c'è piena concordia, rimangono solo da attuare formalmente le procedure statutarie. Si ricorda a tutti i cacciatori, in occasione della prossima apertura generale, il rispetto delle leggi, dell'agricoltura, dell'ambiente e delle norme antinfortunistiche. Si ricorda infine che la Federcaccia dispone di una polizza assicurativa la quale consente di svolgere l'attività venatoria in tutta tranquillità sia dal punto di vista degli infortuni che responsabilità contro terzi. I massimali prevedono una copertura di due miliardi per risarcimento danni; per risarcimento danni in caso di morte e di infortunio del cane di proprietà, compreso la ricucitura in caso di ferimento, prevede inoltre l'assistenza legale fino ad un massimo di venti milioni. E' comunque assicurato l'eventuale perdita del fucile in conseguenza di furti, rapine o scoppio. Sulla polizza non è prevista alcuna franchigia. Il presidente Federcaccia Roberto Barbetti