In programma anche «Bohème» e «Barbiere di Siviglia». Bertini e Paloscia a ruota libera sui progetti del Cel Con Kemp è una stagione da favola Presentato il cartellone della lirica: il clou è l'«Iris» di Mascagni


LIVORNO - «Iris», «Boheme» e «Barbiere di Siviglia», un trittico di tutto rispetto sul vassoio del Cel-Teatro di Livorno. E Lindsay Kemp in cabina di regia per l'opera di Mascagni è la ciliegina sulla torta, capace di mettere d'accordo gli appassionati di lirica _ ha già firmato con successo un «Barbiere» e un «Flauto magico» _ e di teatro. E il folletto inglese, l'affascinante ideatore di magie e sogni elargiti a piene mani in trent'anni di palcoscenico, è intervenuto ieri alla presentazione ufficiale della stagione lirica del Cel, facendo comprendere la sua «gioia per la possibilità di esercitare le ali» con la regia dell'opera di Mascagni, in scena alla Gran Guardia dal 27 al 29 novembre. Kemp ha detto di avere «Grandi affinità con Iris per il mondo onirico che vi è rappresentato, un mondo magico e teatrale, che sarebbe molto meglio immaginare con gli occhi chiusi, ascoltando la musica di Mascagni». «Iris», che verrà dedicata alla memoria del direttore d' orchestra Andrea Gavazzeni, sarà interpretata da Delia Mazzola Gavazzeni e Lando Bartolini, diretti da Massimo De Bernart. In programma come detto anche «Boheme» (20 e 21 ottobre), diretta da Gabriele Bellini e il «Barbiere di Siviglia» (5 e 6 dicembre) diretto da Alessandro Pinzauti.CI SONO poi una serie di appuntamenti collaterali di grande interesse, da «Milva che canta un nuovo Brecht» (30 novembre), in collaborazione con Diapason, che aprirà la stagione musicale del Cel-Diapason, e un nuovo allestimento sempre del Cel, «Porgy and Bess» di George Gershwin, che andrà in scena nella stessa stagione che fin da ora si annuncia di notevole spessore ed interesse, e ci saranno ancora per il Progetto opera giovani Europa i «Giovani ambasciatori della lirica» che presentano «Suggestioni d'Oriente», mentre si annuncia per i primi mesi del 1999, ma sempre legata a questa stagione lirica, un altro allestimento del Cel, mai come quest'anno attivo sul versante produttivo, che nell'ambito del Cantiere Brecht proporrà «L'opera da tre soldi». Ad illustrare con Kemp il cartellone di questa stagione lirica, che si inaugurerà quindi il 20 ottobre con la «Boheme», c'erano ieri nel salone delle cerimonie del Comune il presidente del Cel Marco Bertini, il direttore artistico Alberto Paloscia, i rappresentanti degli sponsor Cassa di risparmi di Livorno e Asa, e il vicesindaco Paola Bedarida. Quest'ultima ha aperto la serie degli interventi manifestando tutto l'apprezzamento dell'amministrazione per la crescita costante, quantitativa e qualitatitiva, delle attività del Cel. Una rete di progetti Bertini ha illustrato la complessa rete di progetti attivati dal Cel, che in questi ultimi mesi non solo ha consolidato i rapporti con realtà italiane e del centro e nord Europa, ma si è arricchita con la partecipazione ad Eurolirica, e con intese raggiuinte con altri teatri europei, da Liegi a Metz fino a Bastia, mentre i «Giovani ambasciatori della lirica» porteranno nelle prossime settimane a Montreal due giovani cantanti livornesi o toscani, selezionati dal maestro Paloscia. Voci toscane nel mondo, dunque, ma anche la promozione della musica di Mascagni nel mondo: così, se l'ambasciatore del Giappone a Roma sarà ospite per la prima di «Iris», Paloscia ha annunciato altri tre momenti «mascagnani» che si consumeranno nei prossimi giorni: il maestro De Bernart dirigerà «Cavalleria» in Giappone, la cantante DEnia Mazzola Gavazzeni interpreterà di fronte al Papa Giovanni Paolo II l'Ave Maria di Mascagni, l'altra cantante Giovanna De Liso sarà protagonista di «Amico Fritz» a Catania. Tornando ai progetti e alle attività del Cel, Bertini ha ricordato il recente successo riscosso dal «modello livornese» a Mentone, in Francia, con un'apprezzatissima partecipazione al festival-convegno «Primavera della lirica», dove si sono esibite anche alcune delle voci della stagione livornese. In quell'occasione Bertini e Paloscia hanno illustrato le strategie che hanno consentito a Livorno di produrre lirica con risorse molto limitate. La politica del Cel E gli stessi punti forti della politica del Cel sono stati ribaditi anche ieri: una forte connessione sul territorio, che si estrinseca in CittàLirica, l'ente che rappresenta una solida rete di teatri lirici (Livorno-Pisa-Lucca) che collaborano strettamente e che hanno messo in campo anche un'orchestra; un buon radicamento su base nazionale per ottimizzare le risorse, con un vero e proprio mosaico di progetti che vanno ad intersecarsi con quelli di altri teatri italiani ed esteri, in una formula che consente scambi basati su idee comuni e un grande dinamismo d'insieme che porta ad una programmazione complessiva a basso costo; la propensione ad interagire con teatri esteri, che vede il Cel in Eurolirica, ma anche in grado di portare avanti una coproduzione con Bonn, e di allacciare legami destinati a concretizzarsi in produzioni in joint venture. Da Mascagni a Brecht Così il Cel vede viaggiare in parallelo attualmente il Progetto Mascagni, che ha ricostruito e valorizzato il percorso del più grande musicista livornese, che quest'anno vede l'edizione del centenario di «Iris» il Progetto Grandi voci, che vedrà quest'anno ricordare la voce del grande soprano Emma Carelli con la promozione di giovani talenti, il Progetto Settecento-Opera buffa, che vede la proposta del «Barbiere di Siviglia», il Progetto operetta che si va a saldare con il Cantiere Brecht per la produzione dell'«Opera da tre soldi», ma anche con l'attenzione al filone novecentesco che si concretizzerà in «Porgy and Bess». E poi ancora su altri versanti il progetto cabaret con la rassegna «Allegro ma non troppo», il Progetto Teatro Popolare che vede in questi giorni in scena «O porto di Livorno traditore» e rassegne di vernacolo, il Progetto teatro ragazzi, il cantiere Brecht, le collaborazioni con Effetto Venezia, con la stagione musicale del Diapason, con la Gtl per Foyer, e con la mostra mercato di danza di Castiglioncello. Dentro la stagione lirica Il maestro Paloscia è poi entrato nel merito della stagione lirica, illustrando i diversi cast che si alterneranno sul palcoscenico. «Boheme» sarà diretta da Gabriele Bellini per la regia di Francesca Zambello. Per il ruolo di Mimì si alterneranno Antonia Brown e Eleonora Contucci, mentre Jorge Elias e Cesare Catani saranno Rodolfo. L'orchestra è quella di CittàLirica, coro Aca (Cooperativa artisti del coro associati). «Iris» sarà diretta da una vecchia conoscenza del pubblico livornese, il maestro Massimo De Bernart. Kemp sarà assistito da David Haughton alla regia, e dalle «magie» del light designer Claude Neville; maestro del coro Stefano Visconti, interpreti Denia Mazzola Gavazzeni, Giovanna De Liso e Simona Baldolini per Iris, Lando Bartolini _ che fra l'altro festeggerà i 25 anni dal debutto europeo sempre con l'opera mascagnana _ e Donato Tota per Osaka, Bruno De Simone e Armando Gabba per Kyoto, Serena Farnocchia e Domenica Briganti per la geisha, Giuliano Di Filippi e Stefano Osbat per il cenciaiuolo; l'orchestra è quella di CittàLirica, coro Aca e Corale Guido Monaco, e Consorzio Balletto e Teatro. «Il barbiere di Siviglia» sarà diretto da Alessandro Pinzauti, maestro del coro Giampaolo Mazzoli, regia di Giorgio Gallione, con Lorenzo Marrocu e Mark Milhofer per il Conte d'Almaviva, Graziano Polidori e Luciano Miotto per Bartolo, Fernando Ciuffo e Carlo Morini per Figaro; orchestra di CittàLirica e coro Aca.

Luciano Donzella