Calcio C2. I nerazzurri di D'Arrigo impegnati in amichevole con la Scintilla Prove tecniche a Riglione Luvisotti: «Squalificare adesso l'Arena? Una tegola inutile» Questione Sporting club, interviene Michele Passerotti


PISA - D'Arrigo prova oggi contro la Scintilla, sul campo di Riglione (ore 16), la formazione che domenica dovrà misurarsi contro l'Albinoleffe, cercando attraverso un risultato positivo di dare ulteriore corpo alla ritrovata credibilità. L'amichevole ha il suo principale motivo d'interesse nella scoperta della nuova, probabile formazione, visto che sia Cei che Andreotti, scontata la squalifica, sono pronti a riprendere le loro maglie. Organico quindi al completo e D'Arrigo può scegliere sostanzialmente tra due ipotesi: la conferma della squadra che ha battuto il Borgosesia oppure il ritorno allo schieramento che aveva sconfitto il Prato in Coppa Italia. In pratica, Cei al posto di Niccolini. E, a centrocampo, una piccola rivoluzione di ruoli: Moro dalla fascia destra a quella sinistra (con Zazzetta in panchina), Femiano tornante a destra, Mobili in mediana con Del Bianco e Andreotti interno sinistro. Sembra in effetti che D'Arrigo stia pensando a questa soluzione, quella varata dopo il cambio di rotta provocato dalla dura sconfitta di Pontedera. «Una sconfitta salutare», così l'ha definita Posarelli. Ed anche Botteghi, nei commenti di questa settimana, l'ha definita un cruciale punto di partenza: «Ci ha fatto capire meglio certe cose». Gestione. «Siamo fiduciosi, ma senza esaltarci. Credo che la squadra possa ancora migliorare molto», dice Posarelli. E sono le parole di chi vuol tenere a freno gli entusiasmi generali. Dalla società a mister D'Arrigo è massimo lo sforzo di difendere il patrimonio di morale e slancio regalato dalla vittoria sul Borgosesia. Dunque: attenzione agli eccessi. «E' importante fare risultato, sia domenica che contro lo Spezia - riprende Posarelli -, ma è importante anche dimostrare di essere all'altezza delle altre concorrenti. Alla lunga l'organizzazione di squadra, che vedo in costante crescita, ci ripagherà». Intanto gli abbonamenti, segno del gradimento popolare, sono intorno a quota 1240. Nessun caso. Clima tranquillo agli allenamenti, nonostante tutto. Cavallo ha già detto che farà il possibile per poter restare in nerazzurro. Stafico non polemizza, chiede solo il giusto rispetto. La società sottolinea che non c'è nessun caso all'orizzonte. Botteghi: «Cavallo e Stafico fanno parte dell'organico. E l'allenatore fa le sue valutazioni. Se i due giocatori non rientrano nei suoi piani, la società cercherà di adeguarsi. Se sarà possibile trovare una soluzione ottimale per tutti, bene. Altrimenti resteranno a Pisa. Nessun problema». Il presidente Gerbi: «D'Arrigo ha fatto le sue scelte. Certe cose è meglio dirle subito, così si può avere il tempo per gestire al meglio la situazione. Comunque per noi l'organico è al completo». Sporting Club. Michele Passerotti, presidente del Pisa Sporting club, interviene sulla vicenda del nome: «Noi non abbiamo commesso niente di illegittimo, abbiamo chiesto e ottenuto dalla Federazione questo nome il 10 luglio. C'è una lettera firmata da Nizzola e Petrosino, con la matricola 75053, e il nostro avvocato ci ha rassicurato in questo senso». La politica? «Voglio stare fuori dalle polemiche, ma il fatto che io sia presidente della sezione pisana di An non mi deve precludere altre attività. Per fare un esempio: si è forse vietato a Berlusconi di avere una società di calcio?». E sulla vicenda dell politica entra anche Virgilio Luvisotti, consigliere regionale di An. «Quanto allo Sporting club, rispondo che Passerotti, come chiunque, fuori dalla sede del partito può intraprendere le iniziative che ritiene più opportune, ma An non c'entra». Una dichiarazione importante arriva sempre da Luvisotti riguardo alla politica negli stadi: «Quest'estate ho rimarcato in negativo la partecipazione di stand del Pisa a feste di partito, ma non è mia intenzione polemizzare con la società. L'idea che gli striscioni politici debbano restare fuori dagli stadi per me è una cosa nazionale, non pisana, e l'appello era proprio ai tifosi e alla Figc. Alla società cercavo semmai di spiegare che, fra bandiere di un colore politico e feste dello stesso, si rischia di scivolare nell'isolamento. Ma lo dico per il bene del Pisa: sono un tifoso nerazzurro, e auguro ai dirigenti i migliori risultati». Rischio-squalifica per l'Arena: ancora Luvisotti. «Nello scorso campionato, i presupposti per una punizione di questo tipo potevano esserci perchè gli incidenti di Pisa-Pontedera sono stati molto gravi. Ma siamo in ritardo: perché punire la società in un campionato successivo? La squalifica del nostro stadio ora non farebbe che rinfocolare le polemiche, oltre a danneggiare la città. Spero proprio che non si arrivi a tanto».

A. Scuglia e F. Loi