La Valdera del 2000? Industria e cultura Il sindaco Rossi: «La nostra città non sarà famosa solo per i ciclomotori»


PONTEDERA - «Si concretizza il sogno di avere in Valdera gli istituti di ricerca, il teatro e il museo: in pochi anni Pontedera ha conquistato una fetta di futuro». Il sindaco di Pontedera Enrico Rossi, nel '93 in prima linea nella lotta contro l'esodo a Nusco dell'azienda pontederese, oggi si sente a un giro di boa. Nell'autunno '96 la politica della concertazione da lui condotta fu aspramente criticata. Dopo due anni di grande boom, con una crescita concretizzata in 1500 assunzioni definitive e altrettante a termine, l'annuncio di otto settimane di cassa integrazione da parte della Piaggio sembrava segnare la fine di un idillio. Quel momento di crisi oggi è lontano? Certamente si può dire che il fronte istituzionale guidato da Rossi si è attrezzato per superarlo. Creandosi anche delle alternative. «La Pontedera del Duemila - spiega Rossi - non sarà solo una città famosa per i suoi ciclomotori ma sarà anche al centro di attività di ricerca teatrale, di laboratori universitari dove si studiano le applicazioni industriali di meccanica e di elettronica, uno dei più qualificati esempi di recupero della storia della propria produzione industriale». Insomma, un progetto di diversificazione economica. Ma, di diverso dal solito, c'è che questo processo non avviene a fronte di una smobilitazione industriale in atto. «Anzi, siamo in presenza di un consolidamento dell'industria presente - spiega Rossi - la Piaggio investirà nei prossimi mesi decine di miliardi per le nuove officine meccaniche. L'amministrazione comunale nel frattempo ha avviato tre Pip, piani per gli insediamenti produttivi, collezionando un numero di domande superiori alle disponibilità. Potremo addirittura scegliere e ovviamente daremo la precedenza alle imprese che portano più posti di lavoro». Ad attirare gli investimenti il polo Piaggio ma anche le procedure più snelle e certe che da altre parti. Emblematica la vicenda di una grossa azienda dell'indotto che produce marmitte. Il passaggio a una nuova proprietà le sta aprendo la strada a un nuovo modo di lavorare. Non più vincolato esclusivamente alle commesse della Piaggio, con gli inevitabili alti e bassi, ma aperto al mercato. Un sistema auspicato dalla Piaggio stessa che oggi non vuole più fornitori esclusivi ma partner affidabili e competitivi. Ma l'amministrazione comunale è andata oltre all'orizzonte industriale. Intanto ha creduto nella Fondazione Piaggio, insieme alla Provincia e alla Regione, con conferimenti concreti tutt'altro che trascurabili. Poi ha avviato il trasferimento di alcuni istituti di ricerca applicata da Pisa ad alcuni capannoni dismessi della Piaggio. Un'operazione rallentata da alcuni ostacoli burocratici, ma ormai aggiudicata da Pontedera: la scuola superiore di studi universitari Sant'Anna e la Regione non torneranno indietro. E ancora la formazione professionale, vedi il progetto Motore della Provincia, e infine la produzione culturale con il Centro di sperimentazione teatrale di Grotowski. Un Centro di fama mondiale che finalmente avrà nel «teatro Era» una sede degna. «Se è vero - commenta il sindaco - che la qualità della vita nei paesi industriali avanzati è legata all'offerta di servizi anche in campo culturale, possiamo segnare dei punti in espansione piuttosto che in regresso. Piuttosto il problema del futuro sarà come gestire queste attività». (g.z.)