Il monsummanese è al numero 300 per il computer Atp Daniele Balducci e il tennis storia di un `bimane' giramondo


TRA gli sportivi della nostra zona che hanno raggiunto eccellenti risultati nel mondo del professionismo, c'è un tennista monsummanese che da anni si cimenta sui campi di tutto il mondo nei tornei internazionali: è Daniele Balducci, ventottenne giunto nell'età della maturità sportiva. «Ho cominciato a nove anni per caso - racconta nella sua casa di Monsummano - eravamo un gruppo di ragazzi, ci divertivamo molto. Mai avrei pensato che questo un giorno sarebbe diventata la mia professione». Un inizio come tanti, la trafila dei tornei Under 12, poi 14, seguito da Piero Toci. Poi il primo torneo fuori dalla Toscana e il salto di qualità al sedicesimo anno di età: Daniele a 18 anni è già classificato nella categoria B1. «Fondamentale per me - prosegue Daniele - è stata la tappa degli allenamenti svolti a Latina dove tra l'altro ho terminato i miei studi da ragioniere, quando avevo 17 anni e come maestro potevo contare su un nome quale Corrado Barazzutti». Gli anni a Latina e quelli con un altro allenatore a Firenze fanno sì che Balducci diventi uno dei migliori otto Under 18 d'Italia, con davanti solo pochi personaggi, del calibro di Pescosolido, Caratti e Furlan, noti al palcoscenico del grande tennis. La maturazione sportiva prosegue per l'atleta monsummanese che a 21 anni, nel 1991, raggiunge la posizione numero 209 nel circuito Atp, quello dei professionisti di tutto il mondo, e ottiene la convocazione nella nazionale Under 21. Ma il 1992 è un anno critico: «il servizio militare mi ha senz'altro limitato, ho perso tempo per allenarmi e anche i due anni successivi sono stati negativi. Tra il 1993 e il 1994 sono stato operato ad un ginocchio e ho avuto altre noie fisiche che mi hanno fatto passare il primo vero periodo di sconforto da tennista». Lo stimolo per continuare a giocare ad alti livelli Daniele lo ha avuto con un cambiamento negli allenamenti, cambiando però anche città. «Dal 1995 mi sono trasferito a Roma, con un nuovo allenatore e un gruppo di dieci ragazzi. E stato lì che ho ripreso a giocare costantemente e in un anno e mezzo sono risalito in classifica dal 250 al 190 posto, che è tuttora il miglior piazzamento che ho raggiunto». Giungono così vittorie con i quotati Berasategui, Corretja e con l'azzurro Sanguinetti. La vita sportiva di Balducci è molto frenetica: «Praticamente sono in giro per il mondo 11 mesi su 12, e quando sono a casa mi alleno a Prato dove sono passato dopo l'esperienza romana. Adesso i tornei a cui partecipo me li programmo da solo (l'ultimo è stato la settimana scorsa a Belgrado dove si è infortunato ad una caviglia)». In attesa di risalire dal 300 posto attuale, per colpa di un 1997 anche stavolta ricco di infortuni, Daniele è pronto per il campionato a squadre a cui partecipa come tesserato di Prato e poi per un torneo in Macedonia; in estate ha giocato pure il campionato tedesco a squadre come tesserato per un circolo in Germania. Rimpianti? «No, solo gli infortuni, una vera disdetta. Quando ero più giovane ho battuto connazionali ora più famosi di me, na non mi sentirei di addossarmi grosse colpe. Sono arrivato un anno a un passo dalla qualificazione per il tabellone centrale del Roland Garros (perdendo 6-4 al terzo set) e mi sembra un bel risultato». Oltre a questo ha vinto almeno dieci tornei internazionali ed ha uno splendido ricordo delle persone incontrate e delle esperienze fatte fin qui in più di 10 anni di tennis agonistico: «Un gran bel modo di vivere la vita, io col tennis sono maturato; peccato solo - conclude - che pochi ragazzi oggi comincino da piccoli a giocare. Questo è uno sport meno economico di altri. Dovrebbe essere promosso meglio». IL PERSONAGGIO

Matteo Baccellini