Gli Amici di Pisa replicano al candidato dell'Ulivo Fontanelli «Nessuno parla della tangenziale»


PISA - «Cominciamo male se, Fontanelli la butta in politica. E bastato esprimere delle critiche e riserve su alcune sue dichiarazioni e non, si badi, sulla sua candidatura o la sua coalizione, che non ci competono - per diventare gli «Amici del Polo». Confidavamo che questo metodo, consunto e vecchio di decenni, fosse stato abbandonato: evidentemente no». Lo dicono gli Amici di Pisa che proseguono: «La campagna elettorale deve farsi su programmi e fatti concreti, non sulle declamazioni ed i sospetti di connivenza. Abbiamo preso atto delle dichiarazioni di Fontanelli alla festa dell'Unità di Riglione e riconfermiamo quanto già scritto. In un successivo ed immediato intervento, uscito in felice concomitanza con la nostra risposta, il candidato le ha ampliate ed in parte corrette: ben venga. Rimane il fatto che della tangenziale a nord est non parla nemmeno là, mentre il ponte sull'Aurelia sta crollando, grazie proprio al traffico pesante che non può scaricarsi su una circonvallazione attesa ormai da trent'anni. Tra l'altro, se Fontanelli avesse letto bene il nostro intervento, avrebbe visto che proprio all'attuale giunta abbiamo dato atto di alcune iniziative (pedonalizzazione percorso storico Duomo-Borgo, progetto piazza dei Cavalieri) di cui lui ha riproposto la fotocopia, mentre su altre, sempre dell'attuale giunta (tangenziale a nord est) stiamo aspettando di verificare gli impegni assunti entro novembre, come promesso e legittimo. Quanto alle nostre proposte, che non sono proteste, le abbiamo esposte anche ad una partito della coalizione di Fontanelli (Ppi) che ce le aveva chieste e le ha poi pubblicatamente condivise, a differenza del suo candidato. E questo è singolare. Superstrada Firenze-Pisa, mancato decentramento e gemmazioni universitarie, mancato riallagamento di zone bonificate nel parco, un aeroporto che oggi si chiama Galilei anziché «Città di Firenze»; sono alcuni dei risultati che abbiamo ottenuto, od a cui abbiamo concorso in maniera determinante, in quaranta anni di impegno. Senza poltrone e prebende. In quanto agli altri candidati, tra quelli annunciati, non abbiamo letto di programmi, ma solo di veti e controveti. Quando e se, li enunceranno, formuleremo anche su quelli le nostre riflessioni, sarebbe bene, però, lo ripetiamo, che intanto ogni candidato raccontasse alla città e agli elettori cosa ha fatto fin qui per Pisa e con quali risultati, nel proprio ambito di operatività: le promesse siamo buoni tutti a farle. Le sentenze non sono le nostre: sono quelle di chi accusa ogni posizione critica di asservimento politico».