Olivano Locatelli, diesse della Vellutex, accusa i più recenti sistemi di preparazione «Il doping? Colpa dei medici» E indica la soluzione: «Esami completi ogni due mesi»


PISTOIA - «Ho letto sul giornale del coinvolgimento del dottor Giuliano Peruzzi nell'inchiesta sul doping? Non posso dare un giudizio su questa vicenda, ma i magistrati devono andare avanti». Olivano Locatelli, direttore sportivo della Vellutex-Casa Selezione di Casini di Quarrata è un fiume in piena. Nella sua lunga carriera di tecnico (quasi 20 anni) ha avuto l'opportunità di guidare corridori di grandi qualità come Belli e Gotti che stanno raccogliendo successi tra i professionisti. Di cose ne ha viste tante, ma adesso si è superato davvero il limite. Il primo siluro è rivolto a quei medici che usano la medicina sportiva semplicemente come paravento. «I direttori sportivi sono stati accusati di non saper fare più il loro mestiere e così anche per la preparazione ci si è voluti affidare ai medici. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Con questo non voglio sparare nel mucchio perché bisogna riconoscere che ci sono medici che fanno il loro dovere». A separare i buoni e i cattivi ci dovrà pensare la magistratura ordinaria e quella sportiva. Le interrogazioni vanno avanti con un ritmo sempre più incessante. «Ben vengano queste cose. Eravamo arrivati a dei punti davvero esasperati. Non si riesce più a capire chi è un corridore e chi un brocco». Olivano Locatelli riflette un attimo e poi è pronto a sparare di nuovo. «Non è giusto colpire solo il corridore che è l'ultima ruota dell'anello. Da dove sono arrivate queste sostanze? Chi le ha inserite nel mondo sportivo? Quali interessi ci sono dietro? Bisogna andare fino in fondo e trovare i responsabili di questa macchinazione». Chiaro il riferimento alle case farmaceutiche che producono Epo o altre sostanze proibite. «Obblighiamo le case farmaceutiche a inserire una molecola che permetta di riconoscerne la presenza anche con un semplice esame dell'urina. Ormai questa è una piaga mondiale e allora facciamo delle leggi serie e non ci limitiamo a gettare benzina sui corridori». I ragazzi sono la sua vita e la sua grande soddisfazione è vederli trionfare nel professionismo. Olivano Locatelli da diverso tempo collabora con il centro di medicina dello sport di Torino. Un centro dove si lavora seriamente per contrastare il doping. «In passato ho fatto delle proposte ben precise per cercare di dare una soluzione al problema. I corridori dovrebbero partecipare a corsi di aggiornamento dove si dice con chiarezza che queste sostanze sono dannose per la salute e francamente non credo che ci sia qualcuno che si voglia rovinare la salute». Ma è sul mondo dilettantistico che il direttore sportivo della Vellutex Casa Selezione lancia una proposta veramente innovativa. «Se un atleta vuole che gli sia rilasciato il tesserino ogni due mesi deve deve presentare le analisi del sangue complete e non solo l'ematocrito. Il dilettantismo è il futuro del ciclismo. Un serbatoio dove si deve capire quali sono i ragazzi che avranno un avvenire». L'ultima riflessione è rivolta al mondo giovanile e alla vicenda dei due gemelli di Massa. «Non voglio credere che sia successa una cosa del genere perché sarebbe la fine del ciclismo. Mi auguro vivamente che la pastiglia incriminata sia semplicemente una vitamina o qualcosa di simile. Se invece si trattasse di una sostanza ormonale allora non ci sarebbe altro da dire: la fine del ciclismo». Fine dell'intervista. Fuori lo aspettano i ragazzi. L'allenamento, le fatiche, le gioie, le delusioni e un ciclismo da ricostruire.

Marco Angioli