Espedienti, denunce e dolore La vita travagliata di Bruno Fruzzetti, interrogato in carcere


LUCCA - Una vita travagliata condita da piccoli precedenti penali. Bruno Fruzzetti, 46 anni (in serata è stato interrogato in carcere dal sostituto procuratore torinese Lo Mastro), da poco più di un anno viveva con la seconda moglie Rosella, 40 anni, dipendente in un cappellificio nella Piana, e il figlio in un appartamento di S. Pietro a Vico. All'apparenza un'esistenza tranquilla anche se alcuni vicini avevano notato qualcosa d'insolito nel suo comportamento: «Di tanto in tanto si assenteva - sostengono - per qualche giorno. Pensavamo fosse per motivi di lavoro, ma poi abbiamo saputo che non aveva un'occupazione fissa. Svolgeva saltuariamente attività artigianali, ma in pratica era la moglie a tirare avanti la famiglia. Un tipo solitario». Sulle spalle Fruzzetti ha tre denunce, due delle quali per atti osceni in luogo pubblico. La prima l'8 giugno 1992 in provincia di Lucca e la seconda il 16 ottobre 1994 in provincia di Pistoia. Per questi reati era stato anche condannato in primo grado. Poi, il 27 gennaio 1995, l'accusa di furto a Viareggio. Mitomane? Esibizionista? Difficile dirlo. Sicuramente una personalità complessa. Nativo di Forno, in provincia di Massa, Fruzzetti aveva lasciato il paese natale nel 1968 e, dopo una breve parentesi a Lecco, era andato ad abitare in via XX settembre a Torre del Lago nel 1975, dopo il matrimonio con E.G., casalinga, dalla quale aveva avuto due figli. Nel 1983, lasciata la famiglia, era andato a vivere con l'attuale compagna a Torre, in Lucchesia. Un anno fa la decisione di lasciare la casa per il costo dell'affitto eccessivo, per trasferirsi provvisoriamente in un appartamento di S. Pietro a Vico. La vittima l'aveva conosciuta quattro anni fa, durante una gita a Firenze. Tra i due era nato un sentimento all'inizio forse reciproco, anche se all'epoca la giovane non era maggiorenne. Da una segnalazione della polizia risulterebbe che, proprio 4 anni fa, la coppia sia stata notata ferma in auto di sera alla stazione di Viareggio. Gli agenti, insospettiti, si erano avvicinati richiedendo i documenti. Una relazione segreta, anche secondo i conoscenti. «Rosella non ne ha mai parlato - dicono - eppure era solita confidarsi con gli amici. Se avesse saputo una cosa del genere si sarebbe sfogata con qualcuno». Impossibile avvicinare la compagna, provata e sotto choc: ha appreso la notizia dell'arresto del marito nel cuore della notte dalle forze dell'ordine, dopo che aveva trascorso la serata assieme al figlio in compagnia di alcuni vicini. Per compiere il delitto Fruzzetti avrebbe uZato la stessa Renault Clio blu presa a noleggio da un'agenzia di piazza S. Maria, poco fuori le Mura urbane, con la quale aveva trascorso le vacanze in Francia in compagnia della studentessa di cui era innamorato. La sua Lancia Prisma era rimasta alla moglie, che la utilizzava per andare al lavoro. La follia omicida è scattata al suo ritorno a casa quando, stando all'accusa, la ragazza gli aveva telefonato comunicandogli la fine del rapporto. A quel punto era partito, sempre con l'auto a noleggio, per Torino portandosi da casa un coltello a serramanico: quello, non ancora recuperato, servito a infliggere alla studentessa le coltellate mortali.(l.t.)