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Il racconto che ha vinto il primo premio Uno scherzo... da prete proprio al cappellano


EMPOLI - Si ? riunito il Comitato organizzatore del Concorsoletterario intitolato ?Scavando nella memoria? al quale hannopartecipato 51 concorrenti con la premiazione tenuta nel Conventodegli Agostiniani. E' stato rilevato il successo della secondaedizione del premio organizzato dallo Spi, dall'Auser e dalla SezioneSoci dell'Unicoop di Empoli con l'intento di raccogliere laricca messe della memoria storica che rischia di disperdersi conl'usura del tempo e fino a oggi affidata alla semplice oralit?. IlPremio, infatti, non ha ambizioni letterarie, ma si propone comescrigno di microstoria e di fatti di cronaca legati al periodo dellaguerra ma anche ad altri momenti pi? lieti della vita di centinaiadi anziani. Si ? pensato di allargare la Commissione giudicatricecon l'inserimento di giovani e di fornire indicazioni tematiche inmodo da evitare dispersioni anche se la peculiarit? del Premio restaquella di raccogliere testimonianze grazie alle quali ? statopossibile rintracciare e riscoprire piccoli esempi di solidariet? edi bont? nello scenario della guerra e della dittatura fascista. Laterza edizione sar? dunque pi? ricca e meglio articolata. Pubblichiamo ora il racconto che ha vinto il primo premio.MEDITERRANEO 1943 La ?quindicina?. Parola magica pergli assetati di sesso di un reggimento difanteria italiano, dislocato in un'isoladel Mediterraneo, durante quello scorciodi estate del 1943. ?Quindicina? era parola dall'incertaetimologia e dalla vaga determinazionedel termine, in quanto non era ben certoche si riferisse a una scadenza temporale,dato che da ben sette mesi non sene aveva avuto sentore in quella partedell'isola, o alla consistenza numericadel nucleo operativo che, invece, di solito,era composto da quattro o cinquesciagurate, greche e italiane, che esercitavanoil mestiere pi? antico del mondoper mantenere un figlioletto lontano ovecchi genitori acciaccati o un protettoreavido e onnipresente. O per fame. Ma questa disposizione filologica edetica, altamente contemplativa, non fupresa in considerazione alcuna, quellasera in cui, al comando del Battaglione,Ufficio dell'Aiutante Maggiore in seconda,Reparto Divisione e Svago perla truppa, giunse l'atteso, l'agognato, ilsospirato annuncio: domani... operer?in codesta sede una ?quindicina? con ottoelementi. Si prega di predisporre accoglienzacon segnalazione ai reparti dipendenti.E segnalammo: il pi? tardipossibile, scaglionando cos? gli avvisiper non creare ingorghi. Ma gi? nella notte, il tam tam dei desiderirepressi, le misteriose vie RadioFante batterono l'etere, e la gente, armie bagagli al piede, si prepar? all'arrembiaggio.Persino i due o tre malati, i solitilavativi permantentemente residentinell'androne che fungeva da infermeria,guarirono misteriosamente e sparironodalla circolazione, quando seppero chequel luogo era stato scelto da noi per essereadibito a casa chiusa. Teli da tendarimpeti di morbida paglia odorosa, telida tenda per sette separ?, onde dare all'intimit?un tocco di poesia. E, alle sei del mattino, 400 asprirantiad una eiaculazione normale, erano ammassatiall'ingresso, quando la materiaprima non era ancora arrivata. E ci volle del bello e del buono per rimetterliin branchi semiordinati, per dareuna parvenza di stile militaresco all'operazione. E fu l'energia del sottoscritto che, all'epoca,sapeva anche imporsi e il volontariatodi qualche sottoufficiale che riuscirono,momentaneamente, nell'intento. Anche i collaboratori pi? stretti, ilCaporale di Maggiorit?, il dattilografoportaordini motociclista e il trombettiere,mi avevano abbandonato per intrupparsinella ressa selvaggia. Cominci? l'assalto: otto dentro perprimi e poi, via via, uno entrava e unousciva fino all'esaurimento. A un certo punti, esasperato dall'ondamontante e dagli isterismi del ?c'eroprima io?, fui costretto a sparare peraria con la mia pistola d'ordinanza percalmare i bollenti ardori. A mezzogiorno il sole ?perpendicolava?implacabile con i suoi 40 gradi all'ombra,e sfilacciava volont? e velleit?in catastrofiche sudate. Ma chi scende, fresco, ridente e riposatoda un bianco, femmineo ombrellino,gi? dalla collina sovrastante doveera acquartierato un gruppo di artiglieria?Il tenente Lorenzo Parodi, genovesee cappellano militare. Teneva il Breviario nella mano destracon l'indice infilato fra ?Mattutino?e ?Lodi? e procedeva, quale vittimasacrificale, come un Don Abbondioin pasto ai bravi che lo guardavano dalbasso. ?Cosa fai, caro?? ?C'? una vaccinazione antitetanica incorso, per tutti gli uomini del caposaldo.E' da stamattina che sono qui a regolarnelo svolgimento?. ?Posso fare qualcosa per te?? La sua candida disponibilit? scaten?tutte le forze negative dell'anima mia. ?Tu potresti sostituirmi per un attimo.Il tempo per darmi una sciacquatae cambiarmi la camicia. Quando un soldatoesce dall'infemeria, tu ne mandidentro un altro. E ti ringrazio?. ?Ma di che? Ci mancherebbe?. E mentre dilagavano risatine allusivefra i 50 ancora in attesa, io me ne andaia fare il bagno sullo scoglio pi? lontano. Quando il carosello infame ebbe fine,e le sbracate ?veneri?, annichilite dallafatica e disfatte dal caldo, ma con lesporte colme di dracme, uscirono all'aperto,il povero pretino quasi svennerendendosi conto della mansione che iolo avevo costretto, suo malgrado, asvolgere. D'altra parte perch? lui s? e io no? Per tre mesi non mi rivolse motto. Lo rividi, dopo la guerra, durante unraduno di ex combattenti e reduci. Miabbracci?, e con il suo solito disarmentesorriso, mi chiede: ?Sei sempre birichinocome allora?? ?No, ho smesso d'esserlo gi? da parecchiotempo?, risposi. Purtroppo, aggiunsi dentro di mecon una punta di malinconia.Valerio Cerchiai MontespertoliSCAVANDO NELLA MEMORIA

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