«Ma c'è chi ci ha voluto male» Paolo Doni all'attacco di chi ha remato contro


NELLA storia del Viareggio, Paolo Doni - autore del gol partita con il Tempio che vale la C/2 - si è ritagliato senz'altro un posto importante. Anche se adesso il suo futuro sembra essere lontano da Viareggio, nella sua Liguria: forse a Sanremo o con la Sestrese. - C'è anche chi alla vigilia ti aveva predetto che avresti segnato la rete decisiva... «E' vero. Segno pochi gol, ma importanti. Mi era già capitato proprio il 7 giugno di otto anni a Pescara, quando in uno spareggio realizzai la rete che al Messina servì per battere il Monza». - A chi lo dedichi il gol della salvezza del Viareggio? «A mia figlia Elena. Ma anche a mister Buglio perché senza di lui non ci saremmo salvati. E non lo dico per ruffianeria. Infine un pensiero ad Angelo Francesconi, ricoverato in ospedale». - Dopo l'altalena del risultato credivi nella salvezza del Viareggio? «Sono sempre stato fiducioso, anche se la rete del 2-2 ci poteva mettere ko. La forza della disperazione e la voglia ci hanno permesso di centrare questo traguardo. Malgrado alcune frasi cattive - non solo nei miei confronti, ma nei riguardi di tutta la squadra - che ho sentito in bocca ad alcune persone. Ebbene, l'obiettivo che abbiamo raggiunto è uno smacco per chi ci ha criticato in certi frangenti. Sul mio conto, poi, sono state dette tante malignità che avrebbero potuto distruggere qualunque altro giocatore. Io invece mi sono caricato, pur avendo dentro di me tanta amarezza. Purtroppo in questa città, oltre che tanti sportivi legati alle sorti della squadra, ci sono anche coloro che remano contro, alimentando solo polemiche».L'UOMO-PARTITA

Roy Lepore