Mondiale. Il Gran Premio d'Italia scopre Marco Melandri, campione baby, protagonista nella 125 L'Italmoto si ritrova e trionfa al Mugello Nella 250 Lucchi guida l'Aprilia al poker 500: Biaggi cede a Doohan ma resta leader


Massimo PiloSCARPERIA - L'Italmoto fa festa al Mugello. E che festa L'Aprilia mette a segno un successo storico nella 250 occupando i primi quattro posti della classifica e consentendo a Marcellino Lucchi di trionfare per la prima volta in una gara di campionato del mondo alla «veneranda» età di 41 anni davanti a Valentino «Rossifumi» tornato protagonista anche nel dopogara; Max Biaggi lotta alla pari con Mick Doohan e alla fine conquista un secondo posto che è quasi una mezza vittoria visto che gli consente di rimanere in testa alla classifica della 500; Marco Melandri, neppure sedicenne di Ravenna, si scopre campione e sale sul podio mondiale della 125 bruciando Gigi Scalvini. Infine la ciliegina sulla torta: arriva da Capirossi che è «soltanto» quarto nella gara di Lucchi, ma si conferma leader della sua classe. Insomma, gli oltre 60mila del Mugello hanno avuto tutto quello che si aspettavano: gare intensissime, grandi momenti di spettacolo, gli italiani protagonisti. A cominciare dalla 125. Ha vinto il giapponese Tomomi Manako, con la Honda, a conclusione di una infinita volata a sei nella quale si era alternato al comando con Melandri, Scalvini, Sakata, Cecchinello e Giansanti. Proprio Mirko Giansanti si presentava in vantaggio sul rettilineo finale in uscita dalla curva delle Bucine e sembrava avere la vittoria in tasca. Perdeva però il controllo della sua Honda che s'impennava e lo disarcionava coinvolgendo anche Cecchinello (che cadeva) e Sakata che riusciva invece a rimanere clamorosamente in sella all'Aprilia. Perdeva però il contatto da Manako, Melandri e Scalvini che giungevano nell'ordine con il giapponese a far valere la sua maggiore esperienza. Nell'incidente Mirko Giansanti riportava la frattura del terzo e quarto metacarpo del piede destro, mentre Cecchinello accusava un forte dolore all'addome e al bacino. Veniva perciò portato all'ospedale di Borgo San Lorenzo per essere sottoposto ad una serie di ecografie che fortunatamente davano esito negativo. Spiegherà poi Cecchinello: «Fino all'ultimo non ho visto che Giansanti era caduto. Me lo sono visto davanti, in mezzo alla pista, ed ho avuto paura di investirlo. Poi mi sono trovato la sua moto sulla ruota anteriore, l'avrei sicuramente evitata ma davanti a me c'era Sakata e non c'è stato niente da fare». Ha anche piovuto al Mugello, unico piccolo neo di una giornata difficile da dimenticare. La pioggia ha fermato dopo sette giri la gara dell 250 mentre si trovavano al comando Valentino Rossi e Marcellino Lucchi. Poi è arrivato il vento e la 250 è ripartita e la classifica è stata decisa per somma di tempi delle due frazioni disputate. E Marcellino Lucchi ha fatto il colpo della vita. Il «nonno» dell'Aprilia, collaudatore a tempo pieno, pilota part-time e ciclista dilettante ha messo tutti d'accordo. Ha controllato la seconda frazione (Harada gli stava davanti, Rossi dietro) con l'esperienza che gli viene da migliaia di chilometri consumati al Mugello a mettere a punto le Aprilia ed ha vinto. Poi è scoppiato in lacrime. Lui gregario... Dietro le quattro Aprilia ha concluso Stefano Perugini, miglior pilota Honda dopo il ritiro del francese Oliver Jacque. E stata grande anche la 500. Biaggi, che già da sabato aveva messo da parte tutte le polemiche con la Honda, ha provato a vincere e, per metà gara ha dato l'impressione e (l'illusione) di potercela fare. Invece niente: Doohan ha recuperato in cinque tornate lo svantaggio accumulato nei primi giri ed i due hanno continuato ad andare in coppia con Biaggi che per stare attaccato all'australiano stava facendo una fatica bestiale. Nei dieci minuti finali Doohan accelerava e Max preferiva non rischiare e tutti e due tagliavano il traguardo a braccia alzate con gli altri che restavano abbastanza lontani e comunque sempre fuori dalla lotta. Per Biaggi era una mezza vittoria. L'alfiere del Team Kanemoto si confermava infatti ai vertici della classifica della 500 con due certezze: che Doohan può esere battuto e che lui, Max, è l'unico a potercela fare.

dal nostro inviato