Morucci querela l'ex br, mentre Sofri nega di aver mai parlato della vicenda «Sapevo da vent'anni», Etro conferma le accuse


MILANO - E stata soprattutto la vicenda delle «rivelazioni» di Raimondo Etro su Valerio Morucci a suscitare l'irritazione tra i tre ex leader di Lotta Continua. All'uscita dal carcere Gamberini ha letto anche una breve dichiarazione scritta di Adriano Sofri. «Le notizie di mercoledì erano già spiacevoli abbastanza per me - scrive Sofri - figurarsi quando sento dai telegiornali che ho spedito in extremis ai giudici milanesi una notizia che accusa Valerio Morucci dell'omicidio Calabresi. Naturalmente, non ne avevo mai sentito parlare e, come è stato poi evidente, neanche lo aveva saputo la mia difesa. Ma che, a capo di una esistenza lunga e operosa, si potesse pensare che io accreditassi e appoggiassi una delazione, anzi una vociferazione, questo poteva essermi risparmiato». Comunque conferma tutto l'ex brigatista Raimondo Etro, condannato a 24 anni al processo Moro quinquies. Non ha fatto marcia indietro nemmeno ieri durante un'intervista al Tg1 sul caso Sofri. Etro riconferma di aver saputo da Alessio Casimirri (ex br, latitante che vive in Nicaragua) che ad uccidere Calabresi era stato un certo «Matteo», nome di battaglia di Valerio Morucci. Una testimonianza raccolta durante l'interrogatorio del 6 marzo condotto dai pm Ionta e Marini del tribunale di Roma e giudicata inattendibile dalla Corte d'Appello di Milano che proprio l'altro giorno ha respinto l'istanza di revisione del processo presentata dalla difesa dei tre esponenti di Lotta Continua Sofri, Bompressi e Pietrostefani. Dichiarazioni mai comunicate ai legali di Sofri. «Questa cosa la sapevo da vent'anni, ma ho trovato solo adesso l'occasione per dirla. Tutto qui» ha detto ieri Etro. «Il fatto che ci possano essere tre innocenti in carcere - ha proseguito Etro nell'intervista rilasciata al Tg1 - è stata la cosa determinante a spingermi a fare questa cosa. A dire cioè, che durante il dialogo con Casimirri, io avevo confuso la foto di una persona con quella di un'altra, e lui mi disse: "Guarda che io lo conosco, è quello che ha fatto Calabresi". Quel modo di dire, "che ha fatto Calabresi", può anche voler dire ucciso, però visto che di questa vicenda non si è ancora capito né l'inizio né la fine, può voler dire tante cose». Etro, dopo aver appreso della denuncia per calunnia, preannunciata nei suoi confronti dagli avvocati di Valerio Morucci, ha detto seccamente: «Allora significa che bisogna prendere per oro colato solo quello che dice Morucci, che fa delle dichiarazioni quando vuole, a chi vuole, secondo le sue necessità». Lo scontro tra ex brigatisti e esponenti di Lotta Continua si fa quindi aspro.

Roberta Rizzo