Ieri mattina il presidente Posarelli ha comunicato la decisione all'allenatore Il Pisa ha esonerato Roberto Clagluna squadra affidata a Mannini e Signorini


PISA - Il Pisa ha esonerato Roberto Clagluna. La squadra è stata affidata all'allenatore dei portieri Alessandro Mannini, con la collaborazione del direttore generale Gianluca Signorini. Nessuno dei due, però, è in possesso del patentino di seconda categoria, che serve per allenare in C2. Dunque la società è alla ricerca di un tecnico che possa essere, almeno ufficialmente, il nuovo mister. Ma per un mese Mannini e Signorini possono beneficiare di una deroga federale, e quindi possono andaZe in panchina fin da domenica a Macerata. Questa la situazione. Clagluna, allenatore prestigioso, pisano purosangue, ha pagato l'andamento lento del Pisa, che era stato costruito per vincere il campionato e invece vivacchia ai margini della zona playoff. La cattiva prestazione di domenica con l'Iperzola ha fatto precipitare le cose. Lunedì sembrava che il tecnico avesse salvato la panchina, che la società gli avesse rinnovato la fiducia. Invece ieri mattina Clagluna ha ricevuto la telefonata del presidente Roberto Posarelli, che gli ha notificato l'esonero (è stato cacciato anche l'allenatore in seconda Marco Rossinelli). Poi lo ha invitato a pranzo, ma il tecnico si è rifiutato di andarci. La decisione della società non sembra aver convinto granchè i tifosi, che ieri si sono presentati all'allenamento della squadra (diretto da Mannini e Signorini) con uno striscione insultante. Clagluna ormai aveva pochi estimatori, ma la soluzione imposta da Roberto Posarelli ed Enrico Gerbi (l'altro presidente Bruno Meliani non è stato nemmeno consultato) incontra scarso entusiasmo. Non certo per Alessandro Mannini, che è stato una bandiera del Pisa in serie A e che riscuote la stima generale degli sportivi nerazzurri, ma per Gianluca Signorini, anch'egli non particolarmente amato dagli ultras. La tifoseria ha interpretato la decisione della società come una consegna della squadra nelle mani di Signorini. Con tutto il rispetto per Mannini, la volontà del direttore generale appare preminente. E i giocatori? Allora è vero che domenica avevano giocato così male per provocare la caduta di Clagluna? Probabilmente non è così. Di sicuro nello spogliatoio alcuni giocatori sono più vicini a Signorini che a Clagluna, però molti hanno lealmente seguito l'ex allenatore. Purtroppo, i risultati non sono venuti. Dunque il Pisa si appresta a disputare l'ultimo e decisivo scorcio del campionato in una condizione non esaltante: nello spogliatoio sicuramente non c'è grande armonia, e nella società le divergenze sono evidenti (è chiaro che tre presidenti, con un quarto «fantasma», sono troppi e si destabilizzano l'uno con l'altro). Riusciranno ora Mannini e Signorini a rimettere in piedi la stagione? Domanda da un miliardo. Certo è che l'ambiente non è sereno, e che i difetti della squadra rimangono. Oltretutto domenica c'è l'insidiosa trasferta di Macerata. Stiamo a vedere. Nel calcio tutto è possibile, anche che il Pisa, come per magìa, diventi forte come la Spal. Clagluna ovviamente non l'ha presa bene: «Pago anche per colpe non mie. E comunque ho la coscienza a posto. Ho fatto fino in fondo il mio dovere per la squadra della mia città». Clagluna recrimina sugli infortuni che lo hanno privato di pedine fondamentali (Zanuttig, per esempio) e sul mancato di acquisto di alcuni giocatori. Ultimamente l'allenatore aveva chiesto un mediano in grado di far fare un salto di qualità al centrocampo nerazzurro. Erano stati contattati giocatori di rilievo (Evangelisti e Tasso) ma le trattative sono fallite. La colpa, in questo caso, non può essere certo addebitata all'allenatore; di solito l'allenatore allena e il direttore sportivo fa il direttore sportivo. Probabilmente nel Pisa c'è stata una certa confusione dei ruoli. Il futuro, al momento, rimane incerto. (f. demi)Altri servizi nello sport