Il controflop di Papi Per «Sarabanda» grande ripresa


ROMA - E' stato tra i primi «flop» annunciati della stagione; ora, dopo una crescita costante che gli ha fatto superare lunedì i tre milioni di spettatori, è un piccolo «caso» della televisione preserale, stretta dai giganti dell'informazione televisiva, Tg1 e Tg5. Si tratta di «Sarabanda», il programma di giochi musicali condotto da un «nuovo» Enrico Papi che, dopo una falsa partenza, sta rinnovando i fasti del «Karaoke» su Italia 1 alle 20. Partito a settembre con uno share medio nella prima settimana del 7,28, «Sarabanda» era sceso fino al 4,39 dopo un mese e rischiava la chiusura. Poi il programma, basato su un format («Name that Tune»), è stato riadattato ai gusti del pubblico giovane di Italia 1 ed è cresciuto costantemente fino ad uno share medio, la scorsa settimana, del 10,63. Lunedì ha tagliato il traguardo del 12,05 di share con 3.148.000 spettatori. «'Sarabanda' agisce in una fascia dove almeno il 65% di share è già preso dai tg - spiega Paolo Vasile, vicedirettore generale Mediaset per l' area di Roma -: cali e crescite sono dunque solo merito o colpa sua. L'inversione di tendenza, il 'controflop', è dovuto alla trasformazione del format e soprattutto a due ingredienti, suspense e ironia». Secondo Vasile, «quest'anno gli spettatori hanno premiato chi non si prende troppo sul serio: è il caso di 'Sarabanda' e di Papi». Vasile ritiene che gli spettatori siano «stufi dei giochini facili» e abbiano capito che «quello di 'Sarabanda' è un gioco vero, difficile: chi vince centinaia di milioni se li è meritati. Il tutto è condito dalla conduzione 'leggera' e generosa di Papi». Papi conferma: «Sento il programma, mi diverto a farlo e sono sicuro che il pubblico a casa avverte questa atmosfera positiva e ci premia. E' tutta la squadra, dal macchinista alla regiosta, ad essere affiatata e i risultati vengono da soli». Papi, con il contratto in scadenza a giugno, non entrerà nella bagarre acquisti e cessioni tra Rai e Mediaset: «Non ho dubbi, resto dove sono - dice - perchè mi fano fare quello che mi piace». E Vasile, sfiorando il tema della crisi di ascolti della Rai, spiega: «Fossi alla Rai non darei la caccia alle star: il problema è rimettersi in sesto dal punto di vista produttivo. I personaggi forti, come Frizzi e Magalli, ci sono ma non li si può lasciare da soli. La verità è che se un programma è sbagliato, non c' è conduttore che tenga».

Luca Girotti