Novellino (che li conosceva bene) se li è portati da Ravenna Venezia targato Iachini Con Luppi e Schwoch, ecco l'asse portante


VENEZIA - Forse è l'anno buono. Per tornare in serie A. Il Venezia non è più quel centro di attrazione di polemiche, sparate zampariniane e panchine che saltavano con una facilità disorientante. Tutto sta procedendo per il verso giusto. Merito, in parte, di un presidente appassionato che ha investito tanti soldi. Un esempio su tutti: ha speso cinque miliardi per ingaggiare Cossato dal Chievo, cifra che si aggiunge al contratto quinquiennale da cinquecento milioni a stagione. Merito, in parte, della capacità in sede di calciomercato di Gianni Di Marzio. Merito, in parte, della bravura di un tecnico giovane e voglioso di rivincite come Novellino. Merito, natrualmente, dei giocatori. E in laguna c'è chi dice che anche la buonasorte ci ha messo del suo. Il tecnico Walter Novellino, popolare «Monzon» del calcio anni Settanta (vinse lo scudetto della stella con il Milan dopo essere esploso nel Perugia), è alla sua prima stagione alla guida del Venezia dopo aver allenato il Ravenna: dal club giallorosso ha portato con sé un difensore (Luppi), un centrocampista (Iachini) e un attaccante (Schwoch). Il modulo che adotta è la zona 4-4-2. Non molto tradizionale, però. I due terzini, infatti, contrariamente a quanto fanno in genere gli esterni difensivi delle squadre che praticano questo modulo, raramente si spingono in avanti e restano spesso in difesa. Lo stesso fanno i due centrali di metà campo, che pensano quasi esclusivamente a fare interdizione. In questa maniera la squadra si trova con sei uomini in copertura e gli altri quattro liberi di attaccare. Si spiega con questa concezione molto pragmatica la grande compattezza difensiva dei lagunari, la cui porta è la meno perforata della B. La rosa L'organico degli arancioneroverdi è un sapiente mix di giovani e meno giovani, tutti comunque con una certa esperienza in serie B o, comunque, adatti a un torneo che richiede carattere e grinta. In porta, per il secondo anno consecutivo (arrivò a Venezia dal Verona in cambio di Landucci), troviamo l'esperto Gregori, 32 anni, una presenza in nazionale under 21. I quattro difensori sono, da destra a sinistra, l'esperto Luppi, il promettente Brioschi, Pavan e Dal Canto, stopper riciclato come terzino sinistro. Contro la Lucchese mancherà Pavan, squalificato. Dovrebbe sostituirlo Ballarin, con accentramento di Dal Canto. A metà campo troviamo Iachini. Il leader, anzi, un allenatore in campo. Un incontrista che, a trentatré anni e mezzo, corre con l'entusiasmo di un ventenne. Molti spiegano con la sua vicinanza e la sua esperienza la maturazione del giovane Miceli, l'altro interdittore del Venezia, che è una delle rivelazioni di questo torneo cadetto. Come accennato, i due centrali hanno compiti di puro contenimento. Sulle fasce, invece, Pedone a sinistra e Bresciani o Marangon sulla corsia opposta hanno la più ampia libertà di movimento. Dalle loro iniziative scaturiscono tante azioni gol. In attacco la coppia è Cossato-Schwoch. Molto pericolosa. Il primo ha un po' modificato il proprio tipo di gioco. E lo specchietto per le allodole di Novellino, spesso arretra in marcatura sul regista arretrato della squadra rivale e i suoi movimenti lasciano Schwoch libero di spostarsi a proprio piacimento. L'ex labronico l'anno scorso aveva ben impressionato al Ravenna, ma in questo girone di andata sta avendo un rendimento davvero eccezionale. Le sue giocate ubriacanti e la sua vena realizzativa sono l'arma in più del Venezia.