Ai Giochi del Mediterraneo un successo senza gioia: continua l'ostracismo nei confronti del giovane attaccante azzurro Tutti contro Ventola, ma l'Italia è in finale Invasione dei tifosi del Lecce per punire il barese Colpito anche Tardelli che lo stava difendendo


LECCE - Trenta anni dopo, l'Italia è in finale nel torneo di calcio dei Giochi del Mediterraneo, ma non può gioire. A Lecce vincono l'inciviltà, il tifo contro, la cultura antisportiva. Tutto il contrario delPo spirito che questi Giochi pugliesi avrebbero voluto infondere alla gente. A Lecce, come a Foggia nella partita di esordio contro l'Albania, è vietato tifare Italia quando tocca la palla Nicola Ventola, il centravanti liceale del Bari. Il numero 21 azzurro è un nemico. Così lo Stadio del Mare, come successe allo Zaccheria, sommerge l'attaccante di fischi dal primo minuto. Non conta che Ventola, assieme al solito Totti, sia il migliore in campo e si danni l'anima nonostante il caldo soffocante. I cori di scherno, gli insulti e tutto il resto continuano anche nel secondo tempo, quando il giocatore sblocca il risultato segnando l'1-0 per l'Italia. I suoi compagni, Baronio in particolare, lo indicano al pubblico polemicamente, poi la partita prosegue con l'Italia che domina. La finale è sempre più vicina, ma a 2 minuti dal 90' succede l'imprevedibile: sei esaltati con sciarpe giallorosse, colori del Lecce, invadono il campo passando per una uscita riservata ai disabili. Si dirigono di corsa verso la panchina azzurra dov'è seduto Ventola, sostituito 6 minuti prima. Vengono bloccati dalle forze dell'ordine e da Tardelli. Il gioco rimane fermo per 3 minuti e, quando riprende, la partita non conta più niente. La colpa è di alcuni scellerati che «regalano» al calcio italiano un poco desiderabile primato: mai prima d'ora, durante una partita ufficiale tra squadre nazionali, un azzurro era stato aggredito dal suo pubblico. Subito dopo il fischio finale anche i giocatori sembrano adeguarsi a questo brutto clima: si scatena infatti una rissa, provocata da uno scambio di battute tra Pesaresi e lo spagnolo Dani. I due probabilmente non aspettavano altro essendosi più volte scalciati durante la partita, nella quale anche gli spagnoli hanno stabilito un record: 4 ammoniti (ma due falli erano da espulsione `diretta') nei primi 25 minuti. Tardelli deve intervenire di nuovo a fare da paciere. La rissa prosegue nel tunnel degli spogliatoi, dove `volano' calci e pugni. Quanto al football giocato, sia Ventola sia Longo segnano su assist di Totti, perfetto nei panni del rifinitore. Ventola va in gol tirando di destro dall'altezza del dischetto del rigore, Longo ricevendo la palla e poi superando il portiere in diagonale. Il resto è da dimenticare, e si può solo rilevare che in finale domani sera l'Italia affronterà la Turchia (1-0 alla Grecia), proprio come Tardelli aveva pronosticato a Roma nel giorno del raduno della sua squadra. Nel dopopartita Raffaele Pagnozzi, segretario generale del Coni e capo della delegazione italiana ai Giochi del Mediterraneo, sceglie di minimizzare la portata dell' aggressione a Marco Ventola. «E' un episodio deprecabile - commenta - del quale non conosco i dettagli. Il vicesegretario della Figc, Petrosino, che era presente, mi ha però detto che la cosa va ridimensionata. Ventola non è stato raggiunto, i colpi che Tardelli ha preso sono stati conseguenza del fatto che ha protetto il giocatore, l'aggressore era uno solo. Insomma, preferiamo goderci la bella dimostrazione data da una squadra che secondo molti era venuta ai Giochi controvoglia ed invece si ritrova in finale dopo tante dimostrazioni di carattere». «E' una mascalzonata - commenta invece Antonio Matarrese, presidente del comitato organizzatore dei Giochi - che non deve danneggiare i rapporti tra Bari e Lecce, due società che grazie ai presidenti sono in sintonia. Naturalmente - aggiunge l'ex presidente della federcalcio (che è anche fratello del presidente del Bari, Vincenzo) - mi dispiace per il giocatore azzurro. Voglio dire però che quelli che hanno messo in atto una cosa del genere non sono tifosi del Lecce, ma mascalzoni».