09 giugno 1997 —
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Attualità
PALERMO - Non si s? se diverr? un pentito, un collaboratoredi giustizia. In compenso ha gi? dichiarato di essersi pentito difronte a Dio. Il boss Pietro Aglieri, la mente politica della mafia,soprannominato ?'U signurinu? ? apparso anche ai diffidentifunzionari della Questura di Palermo un uomo segnato da unacrisi mistica. Se verr? condannato da un tribunale ha gi? fatto sapereche accetter? il verdetto ?con serenit??.Nel suo covo hanno scopertouna cappella privata con seipanche, un grande crocifissoligneo e due statue in gessodi Cristo e della Madonna ailati; subito dopo l'arresto ?rimasto due ore in ginocchio,in camera di sicurezza,a pregare; prima di essere trasferitoin cella d'isolamentoha chiesto una Bibbia. Il boss Pietro Aglieri, cheoggi compie 38 anni, ha stupitoperfino gli investigatoricon il suo comportamento.Qualcuno parla gi? di ?crisimistica?; di ?pentimento? imminente,ma il capo dellasquadra mobile Luigi Savinainvita alla cautela: ?Il suo atteggiamento- dice il funzionario- forse lascia sconcertati,ma non dobbiamo farci influenzaredalle apparenze.Aglieri si ? chiuso nel pi? assolutosilenzio, non ha dettouna parola. Nell'immediatodubito per? che un boss delsuo calibro possa pentirsi,per lo meno dal punto di vistagiudiziario?. Di certo il ?signurino? hafrequentato il seminario arcivescoviledi Palermo e il liceodiocesano di Monreale.Studi che avrebbero inciso inmodo profondo sulla sua formazioneculturale. Non a casoai lati della cappella doveil boss si ritirava per ?meditare?? stata trovata una fornitissimabiblioteca con circa200 testi filosofici e religiosi,accuratamente ordinati sudue librerie. Gli investigatori hanno sequestratoanche alcune audiocassettedi Radio Maria,una emittente che trasmettefunzioni religiose. Nella storia di Cosa Nostrac'? un altro precedente?certo? di un mafioso folgoratosulla via di Damasco.Leonardo Vitale, un ?uomod'onore? della cosca di Altarello,nel 1972 si present? inQuestura in preda a una crisimistica. Al funzionario di poliziache lo ascoltava allibitodisse di volersi liberare dalpeso di tutti i suoi peccati, rivelandoi retroscena di numerosidelitti e gli organigrammidelle cosche mafiose palermitane.Nomi che coincidevano,in gran parte, con quellidei boss che sarebbero statiarrestati solo trent'anni dopo.Vitale, infatti, non fu creduto;i giudici lo giudicaronoinfermo di mente. Dopo esserestato scarcerato dal manicomiogiudiziario di BarcellonaPozzo di Gotto, Vitaletorn? ad abitare con la suafamiglia. Tutti si dimenticaronodi lui fino al 1984,quando fu ucciso all'uscitadal convento dei frati Cappuccinidopo le prime rivelazionidi Tommaso Buscetta. Crisi mistiche a parte, irapporti tra i boss e la religionesono sempre stati moltostretti. Nitto Santapaola avevastudiato dai salesiani a Catania.Michele Greco, il ?papa?della mafia, quando fuarrestato nel 1986 aveva sulsuo comodino una bibbia. Anche Tot? Riina portavaal collo un crocifisso e unsantino nel portafoglio. Nellesettimane scorse, infine, ilpresunto boss Giuseppe Farinella? uscito in manette dallacaserma dei carabinierimostrando un'immagine diPadre Pio.