30 maggio 1997 —
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sezione: Attualità
il caso Italia. Non che sia l'Italiadirettamente a provocarlo.Noi stiamo semplicemente facendoil nostro dovere, tentandodi centrare i parametri fissati.Il problema ? che, quantopi? la candidatura dell'Italiadiventa credibile, tanto pi?esplodono le contraddizioninon tanto delle regole fissate aMaastricht, quanto delle interpretazioniche ne sono statesuccessivamente date. Due, inparticolare: l'artificiosit? deiparametri di accesso e lo squilibriodi poteri nella gestionedella futura politica economicadella moneta unica. Cominciamodalla Francia. E convinzionecomune che la scommessaelettorale di Chirac sia fallitasull'Europa. Ora, qualcunopu? essersi stupito che il leadersocialista, Lionel Jospin,abbia condotto la sua efficacecampagna, ripetendo ad ognioccasione che la moneta unicanon si pu? fare senza Italia,Spagna e Portogallo. Per capirlo,bisogna fare un passo indietro.Per mesi, Francia eGermania sono state bloccatein un braccio di ferro. Parigisosteneva che, nella futuraunione monetaria, occorrevaun contrappeso politico allaBanca centrale europea. LaBanca centrale doveva fissarei tassi d'interesse in piena autonomia,ma quale autorit? sovranazionaleavrebbe dovutopreoccuparsi di controbilanciaregli effetti di questa decisionesui tassi di sviluppo e sull'occupazione?Certo, non unorganismo pletorico e occasionale,come le riunioni periodichedei ministri dei 15 paesidell'Unione. La Germania ribattevache prefigurare un organismopolitico a fianco dellaBanca centrale significavaminarne l'autonomia, anchese questo significava lasciarealla sola politica monetaria(che funziona, in pratica solocome un'ascia) la gestione dellapolitica economica. Ha vintola Germania, la Francia hafatto marcia indietro ed ? questooggi _ con l'accusa diaver ceduto alla Bundesbank_ che Chirac sta pagando nelvoto: la Francia rischia di rimanereostaggio della Bundesbanke del suo rigore monetarionella futura unione monetaria.Ecco perch? ? importantel'Italia che, nonostante i nostricomplessi d'inferiorit?, ?un grande paese ed una grandeeconomia: averla al fiancosignifica aver maggior peso daopporre per controbilanciarela linea tedesca. Anche dietro lo scontro trala Bundesbank, che non vuolerivalutare le sue riserve auree,e il governo tedesco, che glielovuole imporre, c'? l'Italia. L'opinionepubblica tedesca e laBundesbank sono convinteche un euro che comprenda lalira sarebbe pi? debole dell'attualemarco. Proprio per escluderel'Italia, il ministro delleFinanze Theo Waigel ripeteda mesi che ?il 3 per cento ? il3 per cento?, senza sconti.Ma, nel momento in cui appareprobabile, contro tutte leprevisioni, che l'Italia centril'obiettivo e la Germania no,Waigel ? rimasto prigionierodelle sue stesse parole. Se noncentra l'obiettivo, perde la faccia.Se vara una nuova strettafiscale per raggiungerlo, rischiadi perdere le elezioni dell'autunno'98. Per questo hapensato ad un'operazione contabile_ rivalutare ai prezzi dimercato l'oro delle riserve dellaBundesbank _ che gli consentadi quadrare il cerchio.Ma questa operazione, ha replicatola Bundesbank, rientraa pieno titolo negli esempi di?finanza creativa?, di pasticcicontabili che proprio i tedeschirimproverano all'Italia.Se anche i tedeschi li fanno,sar? impossibile contestare all'Italiai ?trucchi? di bilanciocon cui avrebbe raggiunto undisavanzo non superiore al 3per cento del pil. Il paradosso? che, se Kohl e Waigel laspunteranno, avranno seriamenteincrinato quel presuppostodi autonomia della bancacentrale, che dovrebbe esserel'autentico pilastro su cuicostruire la moneta unica. Secondo alcuni, dopo questiavvenimenti, uno slittamentodell'euro ? sempre pi? probabile.Secondo altri, invece, ?pi? probabile una unione monetariapi? tollerante e pi? larga. Nessuno dei due risultatipu? dispiacere all'Italia. L'unicorischio ? che questa atmosferainduca a rilassare la politicadi bilancio. Perch?, se ilcammino italiano verso il 3 %quest'anno e almeno il 2,8 nel1998 smettesse di essere credibile,l'unico risultato sarebbequello di cavare le castagnedal fuoco per tutti. E restarefuori dalla moneta unica.Maurizio Ricci