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Da discarica a piccola palestra in grotta. È la storia a lieto fine del Pozzo 331 Est Sud Est di Basovizza, la cavità carsica situata sull'altipiano carsico a ridosso del territorio comunale di San Dorligo della Valle, posta poco sotto le pendici del monte Cocusso. TOSQUES / A PAG. 21

la lettera del giorno

In riferimento all'articolo relativo ai progetti di tutela ambientale programmati dal Comune di San Dorligo della Valle e in particolare al contenimento dei rumori molesti derivati dal traffico pesante della sopraelevata in zona San Giuseppe della Chiusa / Log / Sant'Antonio in Bosco, sarebbe opport

Guardia giurata trova tre migranti diretti in città

Tre migranti afghani, di cui due minorenni, sono stati scoperti da una guardia giurata dell'Italpol a San Dorligo della Valle, sul Carso triestino. L'agente ha notato che tutti e tre erano malvestiti e sporchi di fango, ed erano diretti verso il centro di Trieste. È stata quindi segnalata la situazi

Tutela ambientale e sicurezza, ecco i progetti

Ugo Salvini / san dorligoScatta l'operazione tutela ambientale e sicurezza a San Dorligo della Valle. L'assessore per Ambiente, territorio e Viabilità, Franco Crevatin, e il presidente della Commissione Ambiente, Roberto Potocco, hanno reso noti i progetti dell'esecutivo per intervenire sui due fron

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Riccardo Tosques / MUGGIALa carica dei 115. Questo il numero di esatto di candidati che hanno presentato domanda per partecipare all'ultimo concorso pubblico indetto dal Comune di Muggia: in palio un posto di assistente sociale. Numeri importanti, dunque, per un posto di lavoro indubbiamente ambito

Viti e olivi: i 120 anni della famiglia Parovel

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È una storia lunga 120 anni, che si articola lungo cinque generazioni, tutte radicate a Caresana, il piccolo centro del Comune di San Dorligo della Valle, nel segno di una continuità imprenditoriale molto rara e intimamente legata ai vitigni e agli alberi d’ulivo. È la storia dei Parovel, l’antica famiglia “autoctona” che ha saputo trarre dagli insegnamenti di Pietro - coltivatore che, nel lontanissimo 1898, ebbe per primo l’idea di ampliare le attività contadine, dedicandosi alle viti e agli ulivi - quell’eredità culturale che oggi vede brillare di luce propria un’azienda che dà lavoro a una decina di persone e porta il nome di Trieste in tutto il mondo.