Belgrado, il governo fa quadrato attorno al ministro "plagiatore"

Stefano GiantinBELGRADO. Non si placano, in Serbia, le polemiche a proposito del controverso dottorato conseguito dall'attuale ministro delle Finanze ed ex sindaco di Belgrado, Sinisa Mali, dopo che un comitato etico dell'Università di Belgrado ha confermato il «comportamento non accademico» di Mali, che avrebbe copiato ampie parti dell'opera senza citare gli autori, proponendo al Senato accademico di annullarla.E in Serbia si alzano forti voci a favore delle dimissioni di «Mali, il plagiatore». Così è stato definito il ministro dagli attivisti del movimento politico Ne Davimo Beograd (Ndmbg), che con un blitz ieri mattina hanno serrato con catenacci - poi rimossi - gli ingressi del ministero delle Finanze per impedire l'accesso a Mali, accusato anche di aver partecipato a «vari affari in cui ha lavorato contro gli interessi dei cittadini». Mali «non deve essere più ministro», ha ammonito Ndmbg dopo un'azione dal forte valore simbolico. A dare forza alla richiesta, una manifestazione di piazza, ieri sera davanti al ministero delle Finanze, dove sostenitori di Ndmbg hanno chiesto le dimissioni di Mali e mostrato decine di cartellini rossi verso il Palazzo. Mali ha però alleati forti al suo fianco. Dopo il presidente Aleksandar Vucic, che aveva parlato di «decisione» sul dottorato di Mali da parte del comitato etico dell'Università di Belgrado presa sotto «pressioni fisiche e politiche», anche la premier Ana Brnabic è entrata a gamba tesa contro chi vorrebbe le dimissioni del suo ministro. Comitato che si sarebbe espresso «sotto pressione politica», ha sostenuto la prima ministra serba, garantendo che il ministro resterà al suo posto, alla testa del fondamentale dicastero delle Finanze.A intervenire ieri è stato anche il ministro dell'Educazione, Mladen Sarcevic, ultimo esponente del governo a scendere in campo a favore di Mali. «Se io fossi il suo capo, non gli permetterei di dare le dimissioni», ha assicurato, anche perché Mali da ministro lavora bene, ha aggiunto. «Ho l'impressione che l'intera storia sul dottorato abbia connotazioni politiche», ha detto Sarcevic, che ha aggiunto che l'ex sindaco di Belgrado ha «il diritto morale di decidere come agire».Sarcevic è stato tirato in ballo anche per altri dottorati. Lo ha fatto il sindaco di Sabac - unica grande città serba a non essere controllata dai Progressisti di Vucic - Nebojsa Zelenovic, figura sempre più in vista nell'opposizione serba. Zelenovic ha chiesto al ministro Sarcevic di attivarsi per indagare «nel dettaglio» su altri, a suo dire, sospetti diplomi, detenuti da ministri in carica. Nel mirino di Zelenovic, i titoli accademici del ministro della Difesa Aleksandar Vulin, di Nebojsa Stefanovic (Interni), di Zoran Djordjevic (Lavoro) e di Aleksandar Antic (Energia). Quello di Mali, ha suggerito infatti Zelenovic, sarebbe «solo la punta dell'iceberg» di un fenomeno sistemico. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI