Pesca in laguna bloccata dal maltempo

MARANO LAGUNAREPescatori in ginocchio a causa della bora: da giorni i motopescherecci di Marano Lagunare e Grado restano ancorati agli ormeggi a causa delle difficili condizioni meteo legate al forte vento. Sulla costa la bora soffia dai 100 ai 130 e oltre, rendendo impossibile l'uscita a mare. Viste le basse temperature, è possibile che la laguna possa ghiacciare creando ulteriori danni economici al comparto.A causa della mancanza di pescato, anche il mercato ittico di Marano va in tilt: le vendite si effettuano solo su pesce che arriva da fuori regione. Anche a Grado si rilevano problemi sugli scambi commerciali. Va detto che il pesce di maggior mercato, ovviamente, è proprio quello pescato nella Laguna di Marano e Grado (km Zero). Come spiega Fabrizio Regeni, presidente della Cooperativa San Vito di Marano, la situazione della flottiglia di pesca di Marano che raggruppa oltre 300 addetti ed è la più grande del Friuli Venezia Giulia, e di Grado, che conta circa 200 addetti, è critica in quanto già dalla scorsa settimana le barche sono ferme a causa delle forti raffiche di bora che imperversano sulla costa che di fatto impediscono anche ai più coraggiosi l'uscita per le battute di pesca. Tutti i motopescherecci hanno avuto bisogno di rinforzare gli ormeggi pena la rottura degli stessi. La situazione pare destinata a non migliorare in quanto, come dicevamo, se cala il vento con le temperature costantemente sotto zero, la laguna gela impedendo di fatto l'uscita delle barche. I mancati guadagni per gli operatori del settore sono ormai consistenti a fronte dei costi delle imbarcazioni: seppur ancorate al molo le barche hanno "spese vive" da supportare, e oltre una settimana di fermo crea grossi danni economici a queste imprese e alle loro famiglie. Non solo danneggia anche il mercato ittico i cui operatori si trovano a dover fornire alla clientela, soprattutto ai ristoratori, pescato non locale che non sempre è "gradito".Una situazione che si protrae così a lungo nei giorni non si vedeva da anni e crea molte preoccupazioni in un comparto da tempo sotto pressione. Ma come spiega qualche pescatore con raffiche anche a 135 è impossibile ogni attività.Sconsolati, restano in attesa che cali, altro "no se pol far".(f.a.)