Via i costi di Pecol dalle bollette-rifiuti

di Matteo FemiawCORMONSLa Regione si impegna a sgravare i Comuni isontini dal pagamento della quota con cui viene mantenuta in essere la discarica di Pecol dei Lupi: un risparmio quantificabile, per le municipalità che aderiscono a Isa Ambiente, in circa 600mila euro annui, cifra che dunque non sarà più inserita nelle bollette dei cittadini, rendendole quindi un po' più leggere. Questi, in soldoni, i risultati ottenuti dall'assemblea convocata ieri pomeriggio a Palazzo Locatelli dal Comune di Cormons, promotore dell'iniziativa e primo vincitore di una "vertenza" i cui benefici sono di tutti: municipalità, Isa Ambiente e Regione stessa. Ora bisognerà trovare lo strumento tecnico con cui, formalmente, esentare di fatto i Comuni dal pagamento dei 600mila euro circa per lo status quo di Pecol, cifra che viene spesa ormai da sette anni. Su questo fronte, nelle prossime settimane, si impegneranno gli uffici regionali in modo da superare i possibili cavilli esistenti. Ma la strada è tracciata: l'accordo tra Comuni e Regione è totale sulla proposta messa in campo per primo dal sindaco di Cormons, Roberto Felcaro, che ha ospitato ieri in municipio oltre all'assessore regionale all'Ambiente, Sara Vito, anche i rappresentanti dei Comuni di Gorizia, Monfalcone, Ronchi, Gradisca, Staranzano, Romans, Fogliano, Sagrado, Mossa, Dolegna, Medea, Moraro, Grado e San Lorenzo. Al termine, dopo circa un'ora di confronto, è stata trovata la quadra: «La Regione è pronta a fare la propria parte nella vicenda relativa alla discarica di Cormons "Pecol dei Lupi", in linea con quanto fatto finora e come ribadito dall'assessore regionale all'Ambiente», conferma in un comunicato lo stesso assessorato regionale, che assieme ai sindaci giudica il confronto stesso «estremamente costruttivo». Ora, come detto, bisognerà trovare la soluzione tecnica con cui di fatto la Regione potrà sgravare i Comuni della quota da essi sinora pagata per il mantenimento di Pecol, struttura, peraltro, chiusa diversi nani fa: «Nelle more di una risoluzione giudiziaria della vicenda - spiega ancora la Regione - dopo il rifiuto da parte della proprietà dell'area di accogliere l'offerta di indennizzo con cui la Regione ha tentato di definire in via stragiudiziale il contenzioso, l'amministrazione regionale, sentite le richieste del territorio, ha dato la massima disponibilità all'immediata verifica giuridica e finanziaria per cercare nel prossimo assestamento di bilancio le giuste soluzioni per venire incontro ai Comuni». Tradotto dal burocratese e traslato alla riunione di ieri: la giunta Serracchiani si impegna, sostanzialmente, a far sì che non siano più i Comuni, e quindi i cittadini isontini, a dover pagare i circa 600mila euro annuali per lo status quo di Pecol. È stato però chiesto un impegno anche alla stessa azienda che gestisce il sito: «Per contro, la Regione ha richiesto a Isa Ambiente srl di porre in atto tutte le soluzioni tecniche per ridurre i costi della raccolta e smaltimento del percolato, salvaguardando comunque la sicurezza ambientale». «Secondo l'amministrazione regionale - conclude il comunicato - il livello del contenzioso si trascina da troppi anni e pertanto resta ferma la volontà politica di trovare la soluzione tecnica e giuridica più corretta a garantire la posizione delle amministrazioni pubbliche regionale e comunali coinvolte». Soddisfazione è stata manifestata anche dal sindaco Felcaro, che aggiunge: «Si è registrata la volontà della Regione, di Isa e dei Comuni interessati di prendere posizione su un problema che si trascina ormai da troppo tempo. Lo spirito è stato costruttivo: quando si opera secondo una politica territoriale condivisa le soluzioni si trovano».©RIPRODUZIONE RISERVATA