Tornano i bambini di Chernobyl

VILLESSENon c'è riposo per l'associazione onlus "Aiutiamoli a Vivere" di Villesse, già al lavoro per pianificare ed organizzare l'attività sociale 2018, che troverà il suo momento centrale in settembre, con l'accoglienza dei bambini bielorussi. Sono dodici anni che il sodalizio villessino propone quest'attività solidale: ogni anno, in settembre, un gruppo di bambini bielorussi (i bambini di Chernobyl) vengono ospitati da alcune famiglie. All'inizio l'attività era esclusivamente paesana, poi, con gli anni, si è estesa al territorio limitrofo con accoglienze anche a Farra, Ronchi, Gradisca, Fogliano Redipuglia e Aiello. L'Associazione provvede ad organizzare quanto necessario per il buon svolgimento della vacanza dei bambini: ogni giorno i bambini frequentano la scuola di Villesse, con propria maestra ed interprete. Nel pomeriggio, dopo il pranzo comune, i volontari accompagnano i bambini al mare affinché la vacanza sia veramente risanatoria. Nei fine settimana vengono organizzate, grazie alla collaborazione di associazioni locali, attività ricreative per i bambini e le famiglie. Purtroppo - sottolineano i volontari dell'Associazione -, per vari motivi, l'attenzione a questo tipo di solidarietà negli ultimi anni è in costante calo e diventa sempre più difficile trovare famiglie disposte a vivere questo tipo di esperienza. Certamente l'emergenza che il disastro di Chernobyl, più di trent'anni fa, aveva generato è ormai sotto controllo ma permane, in Bielorussia, ancora un forte disagio sanitario e sociale al quale si cerca di dare sostegno attraverso l'aiuto ai bambini. Per fornire ogni informazione, sullo scopo, senso e modalità dell'accoglienza, l'associazione propone un incontro pubblico per mercoledì 31 gennaio alle 20.30, nella sala civica di Villesse. Per l'occasione verrà presentata l'attività della associazione ed illustrato il progetto di accoglienza 2018. Oltre alle informazioni del caso, verrà data pure risposta ai dubbi o quesiti degli interessati. L'incontro è pubblico ed aperto anche a coloro che, pur non potendo ospitare un bambino, volessero contribuire alla vacanza come volontari accompagnatori. (e.c.)