Monossido in condominio, otto intossicati

«Non ho sentito niente, non ho visto fumo, nessun odore strano. Solo quando sono arrivati vigili del fuoco e carabinieri, poco prima delle 9, ho capito che era successo qualcosa di serio. La paura, per fortuna, è durata poco: giusto il tempo di vedere gli altri inquilini scendere nel cortile, tutti apparentemente incolumi, assistiti dai soccorritori. Ho pensato subito a un incendio, solo dopo ho saputo che c'era stata una fuga di monossido di carbonio. È andata bene, quel gas è maledetto».È dal terrazzo di casa che uno degli inquilini del condominio ripercorre l'animata mattinata di ieri in via Puccini. «Mi hanno parlato di problemi con una stufa, di quelle a pellet mi sembra, non so molto altro. Certo che conosco le persone coinvolte, anche se la famiglia al primo piano è arrivata qui da pochi mesi. Gente a posto, comunque. All'ospedale di Palmanova, però, mi sembra ci siano finiti gli inquilini dei due appartamenti ai piani di sopra, il monossido di carbonio è salito in fretta evidentemente. Per fortuna l'allarme è stato dato in tempo».Nel cortile del condominio arrivano intanto i carabinieri, con loro un'altra auto: è quella del sindaco Cristina Masutto. Ci fa segno di aspettare mentre scambia due parole con un militare dell'Arma e insieme salgono al primo piano, dove è iniziato tutto. «Conosco bene la famiglia che risiede nell'appartamento dove, in corridoio, è stata trovata la stufa da cui si sarebbero originate le esalazioni di monossido. Vivono da anni in Comune di Campolongo Tapogliano anche se qui si sono trasferiti solo da alcuni mesi. I figli frequentano le nostre scuole, gente normale insomma. Ho preferito venire di persona per sincerarmi che tutti gli inquilini del condominio stessero bene e che anche lo stabile non presentasse problemi di sorta sul piano della sicurezza. Sono chiaramente dispiaciuta per quanto accaduto. C'è stato pericolo, certo, ma per fortuna tutto si è risolto per il meglio, anche se due persone sono comunque dovute ricorrere alle cure del pronto soccorso». (ma.ce.)di Marco CeciwCAMPOLONGO TAPOGLIANOSi è accorto che c'era qualcosa di strano nell'aria quando ha accusato un lieve malessere. A quel punto non ha peso tempo, lanciando l'allarme. È stata la prontezza di uno degli inquilini a evitare conseguenze che potevano essere ben più serie per gli occupanti dei sei appartamenti locati nel piccolo condominio Ater al civico 9 di via Puccini a Campolongo, dove ieri mattina sono state complessivamente otto le persone (tra cui due minori) ad accusare i sintomi di un'intossicazione da monossido di carbonio.I timori dell'operatore della Sala operativa regionale emergenza sanitaria (Sores) che ha raccolto la telefonata sono stati confermati pochi minuti più tardi dal rapporto dei vigili del fuoco di Cervignano: in tutti e tre gli appartamenti che si trovano sul lato sinistro dello stabile (rispetto all'ingresso principale) sono stati rilevati valori di monossido di carbonio sopra la soglia di sicurezza.I primi controlli sul posto da parte del personale medico hanno tuttavia evidenziato come tutti i soggetti coinvolti risultassero poco sintomatici, anche se per due donne (di 76 e 62 anni) si è ugualmente preferito disporre ulteriori accertamenti al pronto soccorso di Palmanova, che hanno poi confermato il complessivo buono stato di salute delle stesse.I rilievi ambientali condotti in seguito, con l'apposita strumentazione, dai vigili del fuoco all'interno dello stabile hanno inoltre permesso di individuare l'origine delle emissioni di monossido di carbonio e ricostruire l'accaduto. Tutto si è originato da una stufa a pellet in funzione nel corridoio dell'appartamento al primo piano, occupato da una famiglia straniera (da tempo residente a Campolongo, ma solo da alcuni mesi trasferitasi nello stabile di via Puccini) composta da padre, madre e tre figli, il più piccolo dei quali si trovava però già a scuola verso le 8.30, quando è scattato l'allarme. Il condotto di scarico dei fumi dell'apparecchio era stato collegato a una canna fumaria esistente che, secondo i rilievi, non era a perfetta tenuta: ciò ha causato la fuoriuscita di una parte dei fumi di scarico sia all'interno dell'alloggio dove era in funzione la stufa, sia nei due alloggi sovrastanti, al secondo e terzo piano (dove abitano le due donne costrette a ricorrere alle cure del pronto soccorso), attraversati entrambi dal condotto verticale. Completate le verifiche e arieggiati i locali, i vigili del fuoco hanno provveduto all'invio di una comunicazione tecnica al sindaco di Campolongo Tapogliano affinchè venisse interdetto l'uso dell'apparecchio.Nessuna conseguenza, invece, per gli inquilini dei tre appartamenti locati nell'altra ala del condominio di quattro piani, dove le analisi dell'aria non hanno riscontrato presenze significative di monossido di carbonio.Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di Aiello con i colleghi del Radiomobile della Compagnia di Palmanova per le verifiche del caso. Sull'episodio la Procura della Repubblica di Udine avvierà accertamenti al fine di chiarire l'accaduto.(ha collaborato Monica Del Mondo)