Settore edilizio ancora in affanno E il Comune incassa meno tasse

Terzo appuntamento con "ArtInVilla", progetto nato per valorizzare alcune tra le più belle ville della Bassa friulana, domani, sabato, alle 20.30. La serata, prevista in villa Steffaneo Roncato a Crauglio, per alcuni problemi, è stata spostata a Palmanova, in un'altra prestigiosa sede, quella del teatro Modena. Anche il pubblico della città stellata potrà pertanto apprezzare lo spettacolo "Doppia visione", con Federica Sansevero e Agata Garbuio. Si tratta di una performance interattiva, con musica dal vivo e maschere, a partire dalla vita e dalle opere dei poeti Ted Hughes e Sylvia Plath. Completeranno il tutto Annamaria Viciguerra al pianoforte, Elias Faccio al sax, nonché le interviste e le riprese di Paola Gandin. La struttura della serata prevede inoltre l'intervento dello storico Stefano Perini che si soffermerà sulla storia e le vicende del luogo che ospita l'evento. All'iniziativa, nata da un'idea dell'Accademia musicale "Città di Palmanova" e sostenuta da un contributo regionale e dalla collaborazione di numerose associazioni, hanno aderito i comuni di Cervignano, Campolongo Tapogliano, San Giorgio di Nogaro, Santa Maria la Longa e Visco. I prossimi appuntamenti si terranno il 17 febbraio, a Villa Dora, a San Giorgio e il 3 marzo a Villa Mauroner, a Tissano. (m.d.m.)di Elisa Michellut wCERVIGNANONel capoluogo della Bassa friulana, dopo il boom edilizio degli anni scorsi, è crisi nera per il mattone. Malgrado gli incentivi per le ristrutturazioni, per il miglioramento energetico del patrimonio edilizio e per gli adeguamenti sismici, a Cervignano, come in altri centri della regione, non si intravedono segnali di ripresa dell'attività edilizia. Crollano i permessi per i nuovi immobili. Stando ai dati e prendendo in considerazione il contributo relativo al permesso di costruzione, i cittadini preferiscono effettuare interventi minori per migliorare l'esistente piuttosto di costruire ex novo. «Indubbiamente - spiega il sindaco, Gianluigi Savino - un barometro in grado di rappresentare un importante punto di riferimento è rappresentato dal lavoro svolto dagli uffici comunali del settore, impegnati in compiti autorizzativi e di controllo delle attività edilizie svolte sul territorio comunale». Durante il 2017, sono stati presentati all'ufficio urbanistica ed edilizia privata del Comune 7 permessi per costruire, 7 denunce d'inizio attività alternative al permesso di costruire, 61 segnalazioni certificate di inizio attività e 143 comunicazioni asseverate di attività edilizia libera, che, con le 64 di agibilità, pur dimostrando una certa dinamicità del settore, significa che siamo ben lontani dallo scenario di qualche anno fa. «Da un confronto tra questi dati con quelli del 2016 - chiarisce l'amministrazione comunale - non si rilevano sostanziali modifiche che possano far pensare a una ripresa dell'attività. Rispetto all'anno precedente, infatti, i provvedimenti di natura edilizia sono stati circa il 10% in meno». I termini reali della contrazione dell'attività di questo comparto sono ancora più evidenti se raffrontati con i provvedimenti edilizi presentati nel 2012. «Le quantità non si discostano molto da quelle attuali - sottolinea l'amministrazione -. Quello che varia è la tipologia. In quell'anno erano stati presentati 30 permessi di costruire, 102 denunce d'inizio attività e 101 attività edilizie libere. Il vero barometro della crisi, oltre al ridimensionamento per quanto concerne il numero d'imprese, è rappresentato dalla riduzione drastica delle entrate derivanti dal contributo di costruzione, la cosiddetta Bucalossi: nel 2017 sono state registrate entrate per circa 70 mila euro contro i 366 mila del 2012 e i 666 mila euro del 2007». Questa entrata rappresentava un'importante risorsa per il Comune, che, fino a qualche anno fa, riusciva a finanziare importanti interventi di manutenzione straordinaria o addirittura opere pubbliche, una possibilità che ora non c'è più. L'assessore all'urbanistica e all'edilizia privata, Marco Cogato, aggiunge: «Auspico che, in futuro, l'attività edilizia si sviluppi in modo diverso, privilegiando interventi mirati e di qualità, tali da favorire il recupero di vecchi immobili e delle aree degradate situate nel centro cittadino e la riconversione delle aree dismesse industriali con il riutilizzo di immobili non più impiegati ai fini produttivi, azzerando o comunque limitando fortemente il consumo di suolo».©RIPRODUZIONE RISERVATA