Punti nascita, l'Uti attacca «Palmanova resta al palo»

di Paola MaurowLATISANASecondo i calcoli dell'amministrazione regionale, chiuso il punto nascita di Latisana, la struttura di Palmanova avrebbe dovuto subire un netto incremento, conglobando i "numeri" di Latisana. Non è proprio andata così: il 2017 per il punto nascita di Palmanova si è chiuso con 727 parti, contro gli 823 del 2016 saliti a 934 con quelli registrati a Latisana nei primi tre mesi dell'anno, prima della sospensione. Nel 2015 e nel 2014 i due punti nascita complessivamente avevano fatto registrare 1222 e 1164. Il raffronto nel triennio per il punto nascita di Palmanova che si pone come servizio unico per i due ospedali della Bassa Friulana, porta a un - 40, 5% rispetto al 2015 e a - 37, 5% rispetto al 2014. «Quando i conti non tornano», commentano in una nota i sindaci dell'Uti Riviera Bassa Friulana, Carlino, Latisana, Lignano Sabbiadoro, Marano Lagunare, Muzzana del Turgnano, Palazzolo dello Stella, Pocenia, Porpetto, Precenicco, Ronchis e San Giorgio di Nogaro. «Riguardo al nostro territorio ci hanno raccontato una montagna di storie, sugli standard di sicurezza, sulla deroga mai chiesta al Ministero, sul concorso dei pediatri, sui costi di intervento a Latisana e Palmanova, sulla riorganizzazione sanitaria regionale, . Apparse subito forzature tecniche e politiche, soprattutto sorde alle osservazioni controproposte degli amministratori locali supportate da tecnici di chiara fama. È il fallimento, non lo si può definire diversamente, di un modo di pensare la sanità regionale, basata sui pazienti che girano come trottole per cercare risposte ai loro bisogni di salute - commentano i sindaci Uti in una nota - abbiamo avvisato la direzione dell'Azienda e l'assessore regionale che le mamme non sarebbero mai andate a partorire a Palmanova, non per ripicca ma perché troppo distante e non rientra negli itinerari che i cittadini percorrono normalmente. E i numeri fortemente negativi di questa scelta mettono in evidenza, in modo inequivocabile, le errate valutazioni di base e l'incapacità di produrre una politica sanitaria regionale equilibrata. Incapacità che ha impoverito di servizi questo territorio a forte vocazione turistica, andando contro quei principi di equità e distribuzione dei servizi territoriali fondanti la riforma stessa. I nuovi amministratori che si propongono di governare le Regione nei prossimi anni - è quanto chiedono i sindaci Udi alla prossima giunta regionale - prendano atto degli errori fatti e provvedano urgentemente a modifiche strutturali, riportando la Bassa nell'ambito delle reti assistenziali udinesi e provvedano a riattivare la guardia pediatrica e il punto nascita in un territorio come quello servito dall'ospedale di Latisana, di interesse strategico regionale» è quanto chiedono i sindaci Uti alla prossima giunta regionale»©RIPRODUZIONE RISERVATA