«In Sicilia allarme brogli per lo spoglio ritardato»

di Maria BerlinguerwROMASinistra italiana denuncia il rischio brogli in Sicilia. Due mesi fa il M5S aveva chiesto la presenza degli osservatori internazionali dello Ocse per vigiliare sul voto, ora è il deputato di Si, Erasmo Palazzolo, a lanciare l'allarme. Alle 22 quando si chiuderanno i seggi infatti saranno diffusi solo gli exit poll. Lo spoglio delle schede comincerà invece solo lunedì mattina. «In caso di un testa a testa qualcuno potrebbe fare il furbo nella notte, per questo chiediamo al ministero dell'Interno di vigilare soprattutto nei seggi di periferia», dice Palazzolo.È l'ennesimo veleno in una campagna elettorale che è stata segnata da colpi bassi e polemiche tra i candidati. È l'ultimo voto prima delle elezioni nazionali e nell'Isola sono molti i leader che si giocano il futuro. A cominciare da Matteo Renzi e da Luigi Di Maio. Più siciliani andranno a votare più i pentastellati avranno possibilità di agguantare la prima presidenza di Regione con Giancarlo Cancelleri, scippandola nel traguardo finale a Nello Musumeci, il candidato di Berlusconi, Salvini e Meloni. Ma più siciliani si recheranno ai seggi e peggio potrebbe andare per i dem e per il loro candidato Fabrizio Micari. Il Pd dà per scontato un risultato deludente del rettore di Palermo tanto che Matteo Renzi, che si è fatto vedere nell'Isola per sei minuti, ha tenuto a ricordare che Micari è stato scelto da Leoluca Orlando. L'incubo è quello fermarsi intorno al 10% e finire al quarto posto dopo la lista della sinistra-sinistra guidata da Claudio Fava. Secondo i calcoli del Nazareno se a votare saranno due milioni e mezzo di siciliani per Micari la debacle è assicurata.Del tutto diversi sono i calcoli in casa M5S. Cancelleri è dato in rimonta nei sondaggi, due o tre punti sotto Nello Musumeci, sostenuto da tutto il centrodestra. La differenza la possono fare i siciliani, andando a votare. Per questo anche nel giorno del silenzio elettorale Grillo e Cancelleri hanno continuato via social a lanciare appelli al voto (e scatenando le proteste della lista di Musumeci che ha chiesto «l'intervento delle autorità competenti»), ignorando che la normativa che impone il black out nelle 24 ore prima del voto è del '56 e non è stata mai aggiornata. «Sappiate che questo è un referendum tra un mondo che si sta estinguendo e noi che guardiamo l'orizzonte» è l'appello che Bebbe Grillo lancia dal blog rivolto soprattutto ai giovani. «Con lo statuto possiamo veramente cercare assieme a voi di cambiarla questa Sicilia: se ci riusciremo non lo so, voglio essere onesto, noi possiamo puntare a diventare punto di riferimento», scrive Grillo. L'appello è rilanciato da Cancelleri che a sua volta ne fa un altro rivolgendosi alle star siciliane della tv Ficarra, Picone e Fiorello, perché chiedano ai siciliani di andare a votare.Del resto a Palermo come altrove la partita sarà a due. Tra Cancelleri e Musumeci. A sostenere Musumeci sono scesi nell'Isola Berlusconi Salvini e Meloni. «Vincerà il centrodestra e a sinistra sarà il caos», assicura Renato Brunetta. Ma anche il centrodestra non esce rafforzato dalla campagna elettorale. Il "patto dell'arancino" tra Berlusconi, Salvini e Meloni in previsione delle elezioni nazionali non è bastato a sciogliere i nodi, I programmi di Fi e Lega restano agli antipodi, dalla legge Fornero al Ponte sullo Stretto, e di vertici a tre si parlerà - come ha fatto sapere Salvini - solo nel momento in cui sapremo quando si vota.La previsione di Brunetta però rischia di essere azzeccata per quanto riguarda Matteo Renzi. Oggi infatti si vota anche a Ostia, municipio di Roma con 240mila abitanti. Come in Sicilia così anche qui il Partito democratico potrebbe avere un vero e proprio tracollo elettorale. Come in Sicilia i dem non hanno fatto alleanze a sinistra. Nessuno dei dirigenti dem si è spinto fino a mettere in forse la leadership di Renzi. «È un voto regionale non un test nazionale», spiegano gli uomini del segretario dem. Probabile però che a urne chiuse la fronda interna spinga perché in previsione del voto in primavera il Pd punti su un candidato unitario, capace di costruire alleanze. Un tipo alla Gentiloni.©RIPRODUZIONE RISERVATA