Regionali

di Marco BallicowTRIESTEIl listone civico del centrodestra comincia a formarsi. Ma non c'è solo la comunione d'intenti tra Autonomia responsabile di Renzo Tondo e Progetto Fvg di Sergio Bini. A inserirsi nell'operazione, e il cappello è ancora una volta di Ferruccio Saro, c'è pure Regione speciale, associazione di sindaci che, giovedì sera all'agriturismo Isola Augusta di Palazzolo dello Stella, ha unito civismo e amministratori locali. Il più applaudito? Massimiliano Fedriga, molto chiaro nel parlare di «squadra» e nel demolire la via dell'uomo solo al comando.Il puzzle si va componendo. Resterebbe da superare la storica frizione tra Saro e Tondo, ma questa è partita complicata, si vedrà. Per adesso c'è il consolidato asse tra il manovratore di Martignacco, il segretario Fvg della Lega Nord e l'imprenditore sceso in campo a sostegno del centrodestra. Un'intesa che in queste ultime settimane, con Bini e Fedriga in tour nel territorio regionale (ultime tappe Udine il 23 ottobre, Monfalcone l'8 novembre, Cividale il 13, Gorizia il 22, Trieste il 29), ha isolato Forza Italia. «Gli azzurri sono chiusi nel bunker, non dialogano con nessuno», si è sussurrato a Palazzolo. Le prove di listone, intanto, sono in corso. Dopo aver risposto positivamente alla proposta di Tondo all'Abbazia di Rosazzo - lì dove Ar ha discusso del programma per il 2018 -, sostenendo l'opportunità di unire le forze della società civile, Bini ha accettato la convergenza con Regione speciale, l'associazione di sindaci che ha sullo sfondo Saro e in testa un nome solo, Fedriga, per il candidato presidente. A Palazzolo - l'invito era per il convegno Economia & Lavoro - il capogruppo leghista alla Camera era in prima fila a fianco del padrone di casa Massimo Bassani, con Saro subito alle spalle. Ma in sala si sono anche visti l'ex padano Claudio Violino, qualche sindaco autonomista (Markus Maurmair di Valvasone Arzene, Diego Navarria di Carlino, l'ex primo cittadino di Pavia di Udine Mauro Di Bert), amministratori cui Fedriga guarda con attenzione nel caso in cui gli toccasse fare davvero il candidato presidente della Regione. Non è un mistero che il segretario del Carroccio preferirebbe continuare la carriera romana, un "mestiere" di maggiore visibilità e minore impegno pratico. Più da politico che da tecnico. Ma, visto che la situazione nazionale non esclude per nulla che il Fvg finisca per spettare alla Lega, Fedriga si sta sempre più preparando. Al punto che, si dice, avrebbe chiesto all'ex sindaco di Cividale Attilio Vuga consigli sui profili da inserire nella squadra. Prima in quella della campagna elettorale, poi, se vittoria sarà, in giunta. In quest'ottica va anche letta la sua presenza su più tavoli. Pure su quello di Tondo, con il quale ha stretto un patto per la montagna costruito sull'eliminazione dell'Irap per le imprese, l'azzeramento dell'addizionale Irpef regionale e comunale e varie altre agevolazioni fiscali con il vincolo della tutela dei livelli occupazionali. Una strategia elaborata da Ar, ma che ha visto Fedriga subito d'accordo: «L'idea è in linea con le nostre proposte, tanto che nel programma che stiamo stilando la valorizzazione della montagna tramite la riduzione della pressione fiscale e la lotta alla burocrazia soffocante sono punti essenziali della Lega Nord, che vogliamo condividere con gli alleati». Certo, nel quadro del megalistone civico Tondo punta a fare, di Ar, la capofila. E fino all'ultimo coltiverà l'ambizione di correre nuovamente per la presidenza della Regione. Ma in questa fase il politico carnico è più vicino a Fedriga che non al candidato di Fi, Riccardo Riccardi. Non è un asse quello Fedriga-Tondo, non ancora. Ma potrebbe diventarlo.Un ultimo tema, non secondario, è quello che riguarda Sergio Cecotti. Saro, sempre lui, ha da sempre il sogno di fargli sposare la causa del centrodestra. Ma l'ex sindaco di Udine, venerdì sera a Precenicco a un convegno sulla sanità assieme agli ex assessori Giorgio Mattassi e Gianpiero Fasola, è imprevedibile. Un paio di settimane fa lo si è visto a un seminario sull'autonomia promosso da Lodovico Sonego di Mdp. Nell'occasione, a precisa domanda, Cecotti ha risposto che preferirebbe non essere costretto a candidarsi per il Patto per l'Autonomia (che invece è in pressing per convincerlo). Fosse per Saro, nel listone ci dovrebbe stare anche lui. ©RIPRODUZIONE RISERVATA