I grillini firmano la sfiducia a Marchesan

di Ciro Vitiello wSTARANZANO Servono sei firme per discutere in Consiglio la mozione di sfiducia presentata da Forza Staranzano (la civica di Forza Italia) che chiede le dimissioni del sindaco Riccardo Marchesan. Una posizione motivata «per le sensibili inadempienze programmatiche, tra cui la tutela dell'ambiente, il Lido di Staranzano, la mancata sistemazione delle strade rovinate e la loro carente manutenzione. Soprattutto per il punto di programma con cui il sindaco si impegnava a raggiungere la fusione tra i Comuni di Monfalcone, Ronchi e Staranzano». Al momento di firme ne sono state raccolte 4, visto che assieme a Mario Matteucci (Fi), che spera di avere dalla sua parte qualche voto della maggioranza, hanno aderito i tre consiglieri del Movimento 5 Stelle, Lucio Vidoz, Daniele Deiuri e Annalisa Buffa. Per procedere, tuttavia, sono indispensabili altre due firme, quelle di Adriano Ritossa e Pasquale Pusateri di "Alternativa per Staranzano", la civica che si riunirà con la capogruppo della lista Monfalcone-Staranzano, Susanna Kulier, per decidere se aderire o meno alla richiesta di Forza Italia. A fronte di questa situazione che si verifica per la prima volta, il Pd e la maggioranza fanno quadrato a difesa di Marchesan, nonostante i "mal di pancia" del referendum sulla Città Comune, per il palese schieramento del sindaco sul "no" alla fusione dei tre Comuni. La situazione, poi, sembrava potesse precipitare da un momento all'altro proprio ad agosto dello scorso anno, quando è prevalso il "no" in Consiglio provocando una vistosa spaccatura nella maggioranza. Il Pd aveva votato in ordine sparso (6 per il "no", 2 per il "sì" e un astenuto), Sel era per il "sì" e Staranzano partecipa per il "no". Anche la giunta s'era divisa: due assessori per il "sì" e tre per il "no". Oggi, invece, di fronte a questo ostacolo la maggioranza sembra ricompattarsi. A difesa del sindaco Marchesan interviene l'assessore al Commercio, Matteo Negrari, dell'area Sel: «Quella di Forza Italia è una richiesta assurda, da rigettare senza ripensamenti - afferma - poiché non ha senso. È un'opinione non solo del gruppo che rappresento, ma anche degli altri della maggioranza. Non abbiamo ancora tra le mani il documento, quando lo avremo lo esamineremo nei particolari e reagiremo a questa provocazione». Quanto ai contrasti sul referendum, dice: «È vero, c'erano posizioni diverse nella stessa maggioranza che poi hanno dato quel risultato nel Mandamento. Il voto è di espressione popolare, è valido e va comunque rispettato. Dopo la consultazione ci siamo riuniti, confrontati e abbiamo avuto dei chiarimenti. È anche legittimo - aggiunge Negrari - cavalcare questo momento, ma posso confermare che affronteremo questi altri tre anni di mandato di sicuro con il sindaco Marchesan». ©RIPRODUZIONE RISERVATA