Pompiere morì di amianto Alla famiglia 626mila euro

Domani pomeriggio "compra italiano a Monfalcone" e brinda con noi. Monfalcone Domani assieme alla Lega, Fratelli d'Italia e il partito Pensionati, organizzano in piazza della Repubblica, dalle 15 alle 19, il "Pomeriggio degli auguri davanti al Presepe" con assaggio di porchetta, panettone e vino. Nell'occasione sarà possibile firmare anche la petizione "No a questa sanità", nei gazebo allestiti. Il gruppo del centrodestra monfalconese vuole contribuire a incentivare "il giro in città, vieni a Monfalcone" per contribuire al rilancio del commercio cittadino. «Oltre allo scambio degli auguri - spiega il gruppo del centrodestra - ci sarà quindi la possibilità di contribuire a mantener alta l'attenzione sullo stato della sanità del territorio con la sottoscrizione della petizione che si ripropone di dire no all'eliminazione di una delle due automediche, sì alla presenza dell'infermiere a bordo dell'ambulanza, no al grave e continuo impoverimento dei nostri servizi sanitari». Sono stati invitati anche il presidente dell'Ascom Bratina, la presidente di Terziario Donna, Mion, e i componenti dei comitati di rione.di Laura Borsani È morto per mesotelioma pleurico, sviluppatosi in tumore polmonare, dopo trentun anni di servizio prestato nel Corpo dei Vigili del fuoco di Monfalcone. Una malattia professionale, quella che ha provocato il decesso di G.D., 70 anni, residente in città, a fronte del quale è stato riconosciuto un risarcimento ai familiari di 626mila euro. Risarcimento che dovrà liquidare agli eredi di G.D., la moglie e tre figli, lo Stato, attraverso il ministero dell'Interno, presentatosi quale controparte al procedimento civile, oltre al pagamento delle spese legali. La sentenza è stata stabilita, al Tribunale di Gorizia, dal giudice del lavoro, Barbara Gallo. La causa, sostenuta dall'avvocato Elena Bertelli, di Sagrado, era iniziata nel 2013. Il vigile del fuoco era deceduto a Monfalcone nel febbraio del 2009. La patologia asbesto-correlata era stata diagnosticata due anni prima, nel 2007. Nativo della provincia di Napoli, ma da anni residente in città con la sua famiglia, G.D. aveva prestato servizio nel Corpo dei Vigili del fuoco dal 1960 al 1991. L'uomo aveva anche partecipato a missioni esterne, come in occasione del terremoto dell'Irpinia, e durante il sisma del 6 maggio 1976 in Friuli Venezia Giulia. Durante il procedimento civile celebrato al Tribunale di Gorizia, hanno fornito il loro contributo, in qualità di periti, il dottor Claudio Bianchi, tra i grandi studiosi "pionieri" negli anni Sessanta-Settanta, che ha portato il "caso amianto" di Monfalcone ai massimi livelli medico-scientifici nazionali e internazionali, nominato dal legale della famiglia, avvocato Elena Bertelli, e Damiano Donadello, medico legale di comprovata professionalità, nominato dal giudice Barbara Gallo. Il processo civile ha dunque confermato la causa diretta tra la patologia che ha portato alla morte del vigile del fuoco e l'esposizione all'amianto. Dall'esame autoptico, infatti, era emersa una concentrazione di corpi di asbesto rilevante. Così come è stato riconosciuto il collegamentro tra l'esposizione all'amianto e l'attività professionale svolta dal vigile del fuoco in trentun anni di servizio. Insomma, i contatti con la "fibra killer" sarebbero avvenuti in circostanze diverse durante l'impegno lavorativo di G.D., come, ad esempio, l'utilizzo delle coperte e delle divise all'epoca in uso nel Corpo dei Vigili del fuoco, ma anche durante interventi di soccorso per lo spegnimento di incendi in capannoni industriali. Si è trattato, pertanto, come è stato stabilito nella sentenza pronunciata dal giudice del lavoro goriziano, di una patologia professionale. Da qui la condanna stabilita dal magistrato al risarcimento del danno nei confronti dei familiari quantificato in 626mila euro, a carico del ministero dell'Interno. Un aspetto, la malattia asbesto-correlata rilevata nel settore dei Vigili del fuoco, per il quale proprio recentemente è stato aggiornato il Registro nazionale mesoteliomi (Re.Na.M.), includendo altri casi professionali, come quello del monfalconese. Il tutto, a fronte di accertamenti eseguiti dal 1993 fino al 2012. A livello nazionale, si parla di 32 casi di morti per amianto tra i vigili del fuoco negli ultimi tempi, un dato ritenuto significativo dagli esperti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA