Vito sposa le primarie aperte: «Il Pd deve avere coraggio»

Si terrà oggi a Monfalcone, ma i diretti interessati sono anche diversi gradesi che operano sia nella città dei cantieri e sia nell'Isola, l'incontro su "Responsabilità diretta dell'impresa in caso di infortunio in ambito marittimo-portuale". L'appuntamento è alle 16 all'Europalace di Monfalcone. È un tema di indubbio interesse che riguarda la movimentazioni di carichi e gli interventi su mezzi navali e nautici, attività con un significativo rischio per gli operatori. Alle 16.30 il via all'incontro formativo con gli interventi di Lucio Sabbadini (Maritime Technology Cluster del Friuli Venezia Giulia), Alessandro Franco dello Studio Legale Associato Franco Sgrazzutti &Partners, e l'ingegner Gianbattista Melissari (Expertise Training & suppliers) che parlerà dell'innovazione nella sicurezza marittimo-portuale.di Antonio Boemo wGRADO In linea di principio, a prescindere da quanto sta accadendo sull'Isola, l'onorevole Giorgio Brandolin è uno dei grandi fautori delle primarie aperte. C'è chi la pensa allo stesso modo, ma esprime anche specifici riferimenti a Grado. Parliamo dell'assessore regionale Sara Vito. Dire che tutti sono per le primarie aperte non è ovviamente corretto, in quanto in assemblea la maggioranza degli iscritti del Pd (avevano partecipato circa 35 persone) ha optato per scelte prettamente interne fra gli iscritti e di presentarsi con il nome del candidato sindaco alle eventuali primarie di coalizione. Ma ci sono circa 700 persone – è la cifra resa nota dalla promotrice dell'iniziativa, la consigliera provinciale Elisabetta Medeot - che hanno firmato affinché siano effettuate le primarie aperte a tutti gli elettori. Il Pd naviga attualmente in queste acque. E intanto sabato mattina, alle 9.30, nella sala riunioni del Laguna Palace, si svolgerà una nuova assemblea del Pd. Sarà, a quanto pare, decisiva per indicare il candidato sindaco dei Dem scelto all'interno del partito. Il nome che viene dato pressoché per certo è quello di Luciano Cicogna. Certo fra gli iscritti ci possono essere anche altri candidati, ma è evidente che all'assemblea saranno partecipi almeno i promotori della raccolta di firme pro primarie aperte per far valere la loro tesi, con l'intenzione di rimettere tutto in ballo. In poche parole, se l'assemblea dovesse cambiare opinione, la scelta del candidato sarebbe aperta a tutti. Oltre a Luciano Cicogna anche a Elisabetta Medeot e a Giorgio Marin. «La raccolta di firme – osserva l'assessore regionale Sara Vito - è un fatto politico nuovo e ha dimensioni talmente importanti che non si possono non tenere in considerazione». Vito aggiunge che un partito deve essere aperto alla società: «Quanto sta avvenendo, nei momenti durante i quali è sempre più difficile far partecipare i cittadini, è una grandissima cosa. Mi pare proprio che sia un'opportunità sulla quale porre attenzione». L'assessore dice di più quando aggiunge che se il Pd non farà le primarie aperte, in realtà si metterà in un angolo: «Le deve fare con coraggio, anche per un buon risultato elettorale». La Vito spiega ancora che le diverse centina di firme dimostrano come i cittadini gradesi apprezzino questo coraggio. Chi prima, invece, prima di parlare di primarie si toglie un sassolino dalla scarpa è l'onorevole Giorgio Brandolin. Il quale precisa di non essere mai stato invitato a partecipare agli ultimi incontri e all'assemblea del Pd di Grado. Brandolin chiarisce, inoltre, che la sua opinione, proprio per non essere stato partecipe diretto delle questioni gradesi, è generale, e non specifica. «Sono sempre stato favorevole – dice - alle primarie aperte che consentono alla gente di poter scegliere. Senza entrare nel merito della polemica che non conosco, dico che le primarie rappresentano uno strumento importante attuato prima dall'Ulivo e poi dal Pd. Le primarie aperte sono la scelta più logica». Peraltro, continua il deputato, va fatta salva l'autonomia di ogni circolo: «Rispetto le decisioni di ogni circolo, ma sono per le primarie aperte». ©RIPRODUZIONE RISERVATA