La caserma di Muggia pronta a metà marzo

Sarà pronta entro il 15 marzo la caserma di Muggia destinata all'accoglienza dei profughi in provincia di Trieste. Lo ha annunciato ieri l'assessore regionale Gianni Torrenti, nel corso di un'audizione sulla situazione dei richiedenti asilo in Fvg. Torrenti ha spiegato che «i lavori da fare sono pochi e quindi i tempi saranno ragionevoli. Non si tratterà di un hub, ma di un piccolo centro di prima accoglienza. Le funzioni di hub a Trieste sono infatti svolte dal capannone di via Rio Primario, dotato di 80 posti». Il sindaco di Muggia, Nerio Nesladek, non rileva novità rispetto a quanto già deciso: «Non sapevamo della data del 15 marzo e non avevamo notizia di lavori iniziati, ma d'altronde nessuno doveva chiederci il permesso. Faremo la nostra parte, ma ribadisco che ci sarebbero state soluzioni migliori rispetto a una zona che è lontana dall'abitato e quindi non in grado di favorire l'integrazione: avevamo fornito altre opzioni, non ritenute idonee dalla Pefettura. Siamo contenti non si sia fatto un hub come si pensava all'inizio: molto meglio l'accoglienza diffusa. Ci saranno ora strumentalizzazioni elettoralistiche, davvero inopportune davanti a un'emergenza umanitaria». L'audizione ha fornito dati sulla situazione delle altre strutture militari dismesse e oggi individuate sul territorio regionale per la prima accoglienza. Torrenti stima che «l'ex caserma Cavarzerani di Udine sarà terminata al massimo entro metà gennaio per essere usata come hub. Una prima ala è già pronta e sarà dotata anche di ambulatorio medico: sebbene ancora senza acqua calda e bagni collegati alla rete fognaria, riusciremo a spostarvi 120 persone, utilizzando pompe di calore per garantire una sistemazione più comoda delle tende oggi montate in un capannone, che resteranno utilizzabili per le emergenze. Sarà il secondo lotto di lavori a prevedere il sistema di riscaldamento e l'ampliamento degli spazi per l'accoglienza». Pordenone è in maggiore ritardo: «La caserma Monti - prosegue l'assessore - non sarà utilizzabile prima del 15 marzo. Speravamo di averla per gennaio, ma i lavori sono cominciati dopo la messa a disposizione dei fondi e la preparazione dei bandi: non si poteva fare più rapidamente di così. Nel frattempo si va avanti con posti letto diffusi sul territorio». Nessun intervento invece a Tarvisio: Torrenti sottolinea che «la caserma La Marmora non è mai stata all'ordine del giorno: è enorme e sistemarla costerebbe una marea, cosa che vale anche per le altre caserme del Fvg». L'assessore chiude negando la possibilità di ospitare i profughi in strutture militari ancora in attività: «Sarebbe inappropriato accogliere i richiedenti in comprensori che custodiscono armi. Più in generale puntiamo a evitare grandi concentramenti, delicati a livello di sicurezza: l'obiettivo resta l'accoglienza diffusa». (d.d.a.)