Conduce in Istria un filone d’inchiesta sull’affare Dinamo

POLA C'è anche un filone istriano nelle indagini sui cinque sospettati di associazione per delinquere finalizzata alla sottrazione illecita di denaro dalle casse della società calcistica Dinamo di Zagabria. La mente del gruppo viene ritenuta il presidente esecutivo della società ( quello che in Italia è solitamente l'amministratore delegato) Zdravko Mami„, considerato il padre padrone del calcio croato. Per tutti 5 il tribunale ha disposto il fermo cautelare di un mese, con la possibilità di difendersi a piede libero su pepata cauzione, per Mami„ 2 milioni di euro. Veniamo al filone istriano che vede al centro dell'inchiesta due imprenditori: Sandro Stipan›i„ e Igor Krota che nella vicenda avrebbero avuto un compito specifico: l'apertura di società off shore nelle oasi fiscali di tutto il mondo alle quali la Dinamo calcio versava importi per saldare spettanze che gli investigatori definiscono fittizie a società di calcio, manager e calciatori stessi nell'ambito del calcio mercato. Avrebbero speculato tra l'altro sui trasferimenti di Luka Modri„, Dejan Lovren, Mateo Kova›i„, Eduardo Da Silva e altri tutti all' oscuro del giochetto. Un marchingegno che sarebbe andato avanti dal 2004 al 2014 procurando alle casse della Dinamo il danno di almeno 10 milioni di euro. Molto attivo sul fronte delle società off shore, a detta degli investigatori, era anche il figlio di Zdravko Mami„, Mario. Tra l'altro durante la perquisizione della sua abitazione hanno trovato 100.000 euro in contanti nella borsetta di sua moglie. I tre poi dovevano provvedere far tornare in Croazia i soldi trafugati, mettendo in azione meccanismi di lavaggio del denaro. Uno di questi, sarebbe dovuto essere il nuovo impianto di compostaggio nell'area industriale di Pinguente, nel quale Krota e Stipan›i„ volevano investire 7 milioni di euro. Non se ne è fatto niente perché al referendum locale, il progetto è stato bocciato in quanto ritenuto inquinante. Inoltre alcuni esperti dopo aver visionato la documentazione, hanno stimato il suo valore in 400.000 euro, non di più. Interessante notare che il deputato istriano Damir Kajin residente proprio a Pinguente, si era più volte scagliato contro il progetto parlando di capitale sporco, proveniente dalle società off shore. La stampa croata colloca i nomi di Igor Krota e Sandro Stipan›i„ in una vicenda di corruzione e lavaggio di denaro di 5 anni fa ambientata in Ucraina. Attraverso le loro società off shore, l'allora premier Julia Timoshenko avrebbe pagato un importo spropositamente alto per l'acquisto di un contingente di veicoli per il governo di Kiev. (p.r.)