Cucina a domicilio con la cuoca 2.0: qualità e risparmio

di Luigi Murciano wGRADISCA Il "negozio di vicinato" cambia forma. E giunge direttamente a casa del cliente. Su quattro ruote. È l'originale idea avuta da una ragazza isontina, Natascha Noia, 27 anni. L'idea, originale nella sua semplicità, si chiama "La chef mobile". Un simpatico furgone rosso che gira le piazze e i paesi dell'Isontino e, all'occorrenza, si ferma direttamente e dai suoi clienti, porta a porta. La particolarità? È un po' negozio ambulante, un po'personal chef, un po' corso di cucina. Pensato non soltanto per consegnare la spesa a domicilio, ma anche per cucinare direttamente sul posto le pietanze più varie e prelibate, o per organizzare qualsiasi tipo di catering. O, ancora per improvvisare corsi di cucina intelligente ed antisprechi. Un vero e proprio "Masterchef" ambulante e a domicilio, insomma. Il tutto con prodotti di qualità (e ove possibile locali) e l'aiuto di Natascha, chef di Farra d'Isonzo formatasi alla scuola alberghiera di Grado (reperibile al 3470499421). «L'idea mi è venuta qualche mese fa – racconta - dopo il diploma ho fatto interminabili stagioni come cuoca e volevo proporre qualcosa di mio, e se possibile di diverso. Il tutto nasce per aiutare le persone a guadagnare tempo nella vita di tutti i giorni. Dalla spesa a domicilio, alle lezioni per aiutare le persone a preparare pranzi e cene come al ristorante con ciò che le famiglie hanno nel frigorifero. Sul posto». Di questo la ragazza isontina è convinta: «Molte volte nelle nostre case ci sono sprechi eccessivi – spiega –: vorrei aiutare le persone a comprendere che si può organizzare una cena all'altezza anche con pochissimi ingredienti. Forse è ora di riscoprire questa mentalità, ottimizzare i consumi e ridurre gli sprechi». Altra convinzione riguarda la bontà dei prodotti: «Cerco di selezionare solamente prodotti di alta qualità e di produzione artigianale. E anche se non è semplice, vorrei lavorare anche con i prodotti locali. Insomma, vorrei proporre qualcosa di diverso dai prodotti di massa che puoi trovare in tutti i centri commerciali». Un negozio di vicinato 2.0, come lo chiama lei. «Credo che il rapporto diretto con il cliente sia importante. Mi piacerebbe consigliare e seguire la clientela, come succedeva una volta. Adesso è tutto così impersonale». Del resto le nostre mamme o le nostre nonne non sono forse cresciute così, fidandosi ciecamente del proprio bottegaio di riferimento? La sfida è interessante sotto diversi punti di vista. Che la vita frenetica di tutti i giorni porti via spazio alla qualità della vita e dunque ai prodotti sani è un dato di fatto. Che la passione per la buona cucina e la voglia di cucinare "live" con gli amici sia stata riportata alla ribalta da trasmissioni come il già citato Masterchef o Cucine da Incubo, pure. «Ho pensato anche che ci sono tanti anziani che potrebbero fruire del servizio». ©RIPRODUZIONE RISERVATA