Cechi e slovacchi sui siti della Grande guerra

A cent'anni di distanza dallo scoppio, il Primo conflitto mondiale è motivo anche per Monfalcone del consolidarsi di nuove relazioni internazionali. Lo ha confermato la visita al Parco tematico della Grande guerra di una delegazione composta da rappresentanti istituzionali e ricercatori di alcune associazioni della Repubblica Ceca e di quella Slovacca. Grazie al supporto logistico della Protezione civile locale e con la presenza dei volontari del gruppo speleologico Del fante, l'insieme di interventi realizzato dal Comune di Monfalcone ha visto la presenza del presidente "Onorcaduti" del ministero della Difesa della Repubblica Ceca, Pavel Filípek, del presidente dell'associazione Signum Belli di Brno, Radim Kapavik, e del presidente dell'associazione Vojeniskej Historie Beskydy di Humennè, Slovacchia, Jozef Kroupa. A illustrare le peculiarità del Parco tematico al rappresentante del ministero della Difesa e alle due associazioni, che si occupano di recupero e manutenzione dei cimiteri di guerra presenti in Galizia e sui Carpazi, è stato il coordinatore delle attività dello stesso, Marco Mantini. La delegazione è stata poi ricevuta nella sala del Consiglio comunale dal sindaco Silvia Altran. «La creazione di questi rapporti tra diverse realtà europee - ha detto il sindaco - è importante, perché ci sono ancora tanti aspetti del Primo conflitto mondiale da sottoporre a ricerca. E l'attività che anche voi state realizzando ci aiuta a riorganizzare il modo in cui si studia la storia di quel periodo, soprattutto in una zona come la nostra che per le vicende della Prima guerra mondiale passò dall'impero austro-ungarico all'Italia». E a cent'anni di distanza, si sta recuperando e dando dignità in qualche modo alla memoria dei cittadini che caddero nel conflitto, ma nelle fila dell'esercito imperiale. «Le associazioni che abbiamo avuto come ospiti - ha rilevato Mantini, autore di diverse pubblicazioni sulla Prima guerra mondiale - si occupano inoltre di un'area, la Galizia, che vide impegnati molti soldati di quest'area». Il sindaco ha rilevato come la valorizzazione delle memorie del Primo conflitto può essere utile anche per uno sviluppo turistico. «È quanto stiamo cercando di fare - ha detto - senza però perdere di vista l'esigenza di essere rispettosi della memoria dell'immane tragedia che si è consumata anche qui». La visita è stata resa possibile anche grazie al progetto Terrarossa gestito dall'associazione Incontriamo di Sagrado. (la. bl.)