«Le rimesse all’estero valgono 79,2 milioni»

di Gianpaolo Sarti wTRIESTE Una valanga di soldi guadagnati in Friuli Venezia Giulia ma spediti all'estero. Settanta milioni di euro, è la stima. Nel mirino del centrodestra finiscono ancora una volta gli immigrati. È il vicecapogruppo di Forza Italia Rodolfo Ziberna a partire a testa bassa sulla questione. Cita i numeri, Ziberna, dati dell'Ires. Le rimesse dall'Italia verso i Paesi di origine, a causa della crisi, hanno mostrato per il terzo anno consecutivo una flessione (-3,8%) – spiega il consigliere regionale – «passando da 5,5 a 5,3 miliardi di euro». Ciò quando nel 2011 avevano raggiunto il picco di 7,4 miliardi. Un flusso in calo, al quale invece non si assiste in Friuli Venezia Giulia. «Noi – attacca Ziberna – siamo in controtendenza, perché le rimesse sono cresciute nel 2014 addirittura del 6,2%, salendo da 74,6 a 79,2 milioni di euro, con l'ammontare più elevato degli ultimi dieci anni». I numeri che ha in mano il forzista sono stati ripresi dagli studi Ires sulla base dei dati in possesso della Banca d'Italia. Il flusso schizza soprattutto a Pordenone (+28,5%), seguono Trieste (+1,5%), Udine (+0,6%), mentre e Gorizia diminuisce (-8,2%). L'ammontare, pro capite, raggiunge in Fvg una media di 938 euro annui. «Senza dubbio il denaro che i lavoratori emigrati inviano ai familiari in patria costituisce un consistente flusso finanziario per i Paesi di provenienza e un importante fattore di sviluppo e cooperazione internazionale – rileva Ziberna – con un impatto molto rilevante sui nuclei che ne beneficiano, ma si tratta di risorse che vengono sottratte al territorio. Si tratta di denaro che non viene utilizzato qui per acquisti di beni e servizi, che non si traduce pertanto in gettiti di Iva e Irpef. Sono oltre 70 milioni di euro che spariscono dal territorio regionale, senza lasciare alcun beneficio». Ma dove finisce tutto questo denaro? Prevalentemente verso Romania (17,8%), Bangladesh (13,1%), Cina (9,0%), Colombia (4,8%), Ucraina (4%), Senegal (3,8%), Repubblica Dominicana (3,5%), India (3,5%), Marocco (3,2%), Filippine (2,8%) o altri paesi (34,3%). «In Italia, secondo dati aggregati dal Centro Studi "ImpresaLavoro", dal 2005 al 2014 le rimesse dei lavoratori stranieri ai loro Paesi di origine hanno raggiunto la cifra considerevole di quasi 60 miliardi di euro – aggiunge il consigliere – e appare evidente che l'occupazione dei quasi 60.000 stranieri che lavorano nella nostra regione, sui circa 110mila residenti, non risente della crisi nella stessa misura in cui ne risente quella degli italiani. Vale la pena precisare infine che non esistono lavori nella nostra regione che gli italiani non sono disposti a svolgere, diversamente da quanto sostiene la propaganda di sinistra. Il venir meno di quei 70 milioni di euro in Fvg – ribadisce – causa un mancato introito per acquisti non effettuati in regione. A ciò si aggiunge il mancato reddito degli esercizi che non ne hanno tratto beneficio, quindi un ulteriore gettito in meno». L'invio di denaro all'esterno è legittimo, ammette Ziberna, «ma il Fvg continua a dare di più del resto del Paese all'immigrazione». ©RIPRODUZIONE RISERVATA