Zagabria, pronto nel 2016 l’aeroporto “Tudjman”

La Serbia ha chiesto all'Onu di assumere l'iniziativa per la formazione del Tribunale speciale internazionale che giudichi i crimini compiuti a fine anni '90 dai guerriglieri indipendentisti albanesi dell'Esercito di liberazione del Kosovo (Uck). La richiesta di Belgrado è giunta dopo l'ennesimo nulla di fatto dello scorso fine settimana, con il parlamento di Pristina che ancora una volta non è riuscito a votare gli emendamenti legislativi necessari al via libera per il Tribunale. Secondo Marko Djuric, capo dell'Ufficio governativo serbo per le questioni del Kosovo, è evidente come in Kosovo non vi sia la volontà politica di processare i criminali dell'Uck: «Mi aspetto che tutti i Paesi, e in particolare i membri del Consiglio di sicurezza dell'Onu, appoggino la creazione del Tribunale speciale per giudicare i crimini dell'Uck», ha affermato Djuric.di Giovanni Vale wZAGABRIA Il nuovo aeroporto di Zagabria si chiamerà "dott. Franjo Tudjman". Lo ha dichiarato il ministro dei Trasporti croato Sinisa Hajdas-Doncic, parlando della struttura in costruzione dal 2013. Il consorzio francese che gestisce i lavori - formato da Aéroports de Paris, Bouygues e altri - ha ricevuto una concessione di trent'anni e l'inaugurazione è prevista per il 2016. Con un investimento di circa 330 milioni di euro, Zagabria dovrebbe poter raddoppiare il numero dei passeggeri, passando dai due milioni attuali a quasi cinque5 milioni. Con il nuovo terminal di 65mila metri quadrati, cambierà quindi anche il nome dell'intero complesso, oggi noto come Aeroporto di Zagabria-Pleso, dal nome del paesino in cui si trova. Hajdas-Doncic ha assicurato che l'esecutivo socialdemocratico sulla denominazione non ha mai avuto dubbi. «Non c'è mai stato un dibattito al riguardo e non abbiamo ricevuto alcuna pressione da parte dell'Hdz - ha affermato Hajdas- Doncic - Tudjman è stato il primo Presidente croato, un antifascista, un partigiano ed era pure originario dello Zagorje» (la contea di Zagabria, ndr). Insomma, il fatto che l'Unione democratica croata (Hdz), fondata proprio da Tudjman e oggi guidata da Tomislav Karamarko, sia avanti nei sondaggi e sostenga proprio lo stesso appellativo non c'entra nulla. «Siamo contenti che abbiano accettato la nostra posizione, perché fino a ora i socialdemocratici hanno sempre considerato Tudjman come un criminale», ha subito commentato un gioviale Karamarko, rammaricandosi però che la decisione del governo non sia altro che «un'astuzia da campagna elettorale». Certo è che il nome di Tudjman farà entrare l'aeroscalo di Zagabria nella lunga lista degli aeroporti balcanici il cui nome non convince i Paesi vicini. Atterrare a Zagabria piacerà meno a quei serbi che considerano Tudjman responsabile della pulizia etnica dei loro compatrioti delle Krajine. E il nuovo nome non sarà gradito nemmeno a quei bosgnacchi che sostengono che il "dottore" era al corrente delle atrocità commesse contro di loro dalle truppe croate. Ma quello di Zagabria non è un caso isolato. A Skopje lo scalo è dedicato nientemeno che a Alessandro Magno. L'eroe dell'antichità, "Re dei Macedoni" e poi imperatore di mezzo mondo, è da anni al centro di una polemica tra Atene e il governo conservatore di Nikola Gruevski. L'esecutivo macedone, che rivendica i natali del condottiero, ha fatto installare una statua di Alessandro proprio all'uscita della sala "arrivi" e un'altra, molto più grande, in centro a Skopje. A Pristina, la capitale del Kosovo, l'aeroporto dedicato a Adem Jashari lancia un messaggio chiaro ai passeggeri in arrivo dalla Serbia. Militare albanese, Jashari fu uno dei capi e fondatori dell'Uck, l'Esercito di Liberazione del Kosovo. Morì, proprio per mano serba, nel 1998, dieci anni prima che il suo Paese dichiarasse l'indipendenza, tuttora non riconosciuta da Belgrado. E che cosa dovrebbe pensare chi atterra nella capitale serba? Il geniale Nikola Tesla, che dà il nome all'aeroporto, era sì di famiglia serba, ma qualche croato farà notare che Smiljan, il villaggio in cui Tesla nacque, si trova oggi in Croazia... Una diatriba senza fine. Impossibile infine trovare un nome per lo scalo di Sarajevo. La capitale della Bosnia, divisa tra croati, serbi e bosgnacchi, dovrà accontentarsi di un prosaico "Aeroporto internazionale di Sarajevo". ©RIPRODUZIONE RISERVATA