Visite per invalidità civile: un’attesa lunga tre mesi

Dall'esperienza acquisita nella tutela dai rischi di truffe on-line, nasce dalla polizia postale e delle comunicazioni una guida con consigli pratici e suggerimenti per acquistare in rete con maggiore tranquillità; sicurezza in rete, tutela dei dati personali, protezione da frodi e rischi negli acquisti: temi "caldi" e particolarmente sentiti da chi utilizza internet. "Quello dei raggiri su internet è un fenomeno del quale la polizia postale e delle comunicazioni si occupa costantemente», afferma Roberto di Legami del servizio polizia postale e delle comunicazioni. "nel 2014 sono state presentate 80.805 denunce da parte di utenti truffati, portando all'arresto di 7 e alla denuncia di 3.436 persone ed al sequestro di 2352 spazi virtuali. Questi dati - continua di legami - impongono una maggiore attenzione»di Francesco Fain Una media di tre mesi di attesa per le prime convocazioni a visita per l'accertamento dell'invalidità civile. Novanta giorni che stanno procurando autentici travasi di bile e solenni arrabbiature a molti goriziani che non ne possono più. I tempi sono troppo lunghi, i ritardi eccessivi: e, in più occasioni, questa dilatazione temporale è stata motivo di protesta da parte dei cittadini, con tutti i disagi che ne conseguono, affrontati da persone clinicamente e psicologicamente fragili, che non di rado lottano per la sopravvivenza. A denunciare la situazione che si è venuta a creare è Paolo Liva, presidente del Comitato provinciale dell'Inps Gorizia. Ha preso carta e penna e ha denunciato quanto succedendo, abbozzando (per la verità) anche una possibile via d'uscita. «Il comitato provinciale dell'Inps di Gorizia vuole vederci chiaro, anche su sollecitazione delle parti sociali, per comprendere dove il meccanismo si inceppa, anche in considerazione del fatto - denuncia Paolo Liva - che fino a dicembre dello scorso anno i tempi di convocazione erano contenuti nei 30 giorni, 15 per i malati oncologici e per le persone affette da gravi patologie, ovvero nel rispetto della normativa vigente». Secondo quanto appurato, «i ritardi - sottolinea ancora il presidente del Comitato provinciale dell'Inps Gorizia - che riguardano le prime convocazioni sarebbero da imputare al processo di riordino dell'assetto istituzionale ed organizzativo del servizio sanitario regionale, per effetto del quale è stata costituita, dal primo gennaio scorso, l'Ass 2 "Bassa Friulana-Isontina". Nulla, quindi, che abbia a che vedere con l'Istituto di previdenza. È vero, anzi, che il protrarsi di tale situazione oltre ad arrecare notevoli disagi a una fascia di popolazione particolarmente debole sotto il profilo sociale ed economico, ha una ricaduta diretta negativa, in termini amministrativi, sulle lavorazioni di competenza dell'Istituto». Ma ecco la possibile via d'uscita. Liva «auspica, quindi, una soluzione che anche per Gorizia potrebbe essere quella che sta interessando il territorio di Pordenone a seguito di un apposito protocollo sperimentale d'intesa, sottoscritto nel mese di ottobre 2014, tra la direzione regionale Inps, la Regione e l'Ass n. 6 "Friuli occidentale" per l'affidamento all'Inps delle funzioni di accertamento e di rivedibilità dei requisiti sanitari in materia di invalidità civile». In altre parole, l'idea che viene "sponsorizzata" dal Comitato provinciale dell'Inps è quella di proporre l'adozione di una analoga iniziativa anche per il territorio isontino, individuando come unico "centro di responsabilità" nella gestione integrale in materia invalidità civile proprio la sede Inps di Gorizia. Sullo sfondo un report (datato 2013) di Cittadinanzattiva nazionale secondo cui i cittadini, nel 45,6% dei casi, segnalano la lunghezza e la tortuosità del percorso burocratico da intraprendere per la richiesta di invalidità: in un caso su tre innanzitutto incontrano grandi difficoltà nel presentare la domanda, in un caso su 5 lunghe attese per la convocazione a prima visita, in un caso su 4 ulteriori attese per la ricezione del verbale definitivo, da cui conseguono i relativi benefici economici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA