Rotta balcanica, tremila bivaccano in Serbia

BELGRADO Continua incessante il flusso di migranti che, provenienti da Asia e Medio Oriente lungo la cosiddetta rotta balcanica, arrivano in Serbia con l'intento di passare in Ungheria e da lì continuare verso altri Paesi Ue del nord Europa. Più di tremila clandestini stanno bivaccando in queste ore nella regione di Presevo, nel sud della Serbia, mentre sono circa trentamila i migranti che dall'inizio dell'anno hanno chiesto asilo alle autorità serbe. Intanto nell'ultimo finesettimana le autorità dell'Ungheria - il cui premier di recente aveva annunciato, salvo poi fare retromarcia, la costruzione di un muro di quattro metri d'altezza lungo i 175 chilometri di frontiera con la Serbia per bloccare l'afflusso di migranti - hanno fermato più di tremila illegali. Dall'inizio dell'anno in Ungheria sono giunti più di sessantamila migranti, un numero che le autorità ungheresi ritengono insostenibile in rapporto alle strutture ricettive a disposizione. E proprio pochi giorni fa, un centinaio di migranti - fra i quali donne e bambini - è stato ritrovato all'interno di un camion abbandonato in Ungheria, a pochi chilometri dalla frontiera con la Serbia. In un quadro che in generale, secondo gli ultimi dati pubblicati dall'Agenzia europea Frontex, ha visto aumentare del 149% il numero delle persone che dall'inizio dell'anno ha tentato di entrare nell'Unione europea lungo tutti i canali - via mare e via terra - la situazione lungo la rotta balcanica è letteralmente esplosa. Chi tenta il viaggio della speranza dal confine greco-macedone risale la Serbia fino al limes europeo ungherese. Nel periodo gennaio-maggio, la rotta dei Balcani occidentali ha registrato una crescita-record dell'880%. La porta d'ingresso all'Europa attraverso l'Ungheria è quella che consente poi ai migranti di tentare di dirigersi verso il Nord. Oppure di scendere verso Sud raggiungendo l'Austria o anche la Slovenia, e da qui infine l'Italia.