L’EUROPA ALLA PROVA DELLE SUE TERMOPILI

di GIGI RIVA È difficile vincere la sensazione che la crisi greca sia precipitata soprattutto perché i mercati finanziari sono oggi molto meno esposti col debito di Atene, quasi tutto ormai in mano a organismi internazionali per loro natura più "irresponsabili". La grande finanza non teme il default, se ne lava le mani come Ponzio Pilato, al contrario di quando aveva grossi interessi in gioco, e riapre gli spazi a una politica disabituata a decidere e ad accettare la supplenza del capitale. Sarebbe una formidabile occasione per ristabilire il primato della cosa pubblica sulla mera contabilità. Ma non si vedono all'orizzonte statisti in grado prendere di decisioni anche impopolari pur di salvare una visione, un'idea del Continente che dalla Grecia non può prescindere pena il rinnegare le radici, la storia, parte dell'anima. SEGUE A PAGINA 2