Rivera: «Milan snobbato dai big perchè non vince»

MILANO Il motivo dei tanti «no» al Milan è legato al fatto che «certi giocatori non sono convinti che la squadra possa tornare a vincere come in passato e che non sia in grado di fare un cambio di passo. Magari si pentiranno, speriamo che si pentiranno». Primo giocatore italiano a vincere il Pallone d'Oro nel 1969, Gianni Rivera è tra i grandi campioni celebrati dal Museo del Calcio-Football Heroes, allestito fino al 30 ottobre in piazza San Babila a Milano dall'Associazione Italiana Calciatori e dalla Gazzetta dello Sport. Ieri mattina l'indimenticata bandiera del Milan ha visitato l'esposizione insieme al presidente dell'Aic, Damiano Tommasi, e l'occasione è stata ghiotta per chiedere un suo giudizio sull'attuale declino della squadra rossonera. «Il Milan deve dimostrare di poter tornare grande sul campo. Quando è stato grande lo ha dimostrato sul campo, quindi aspettiamo di vedere i risultati sul campo e speriamo che il Milan torni ad essere la squadra che è stata fino a poco tempo fa, anche se tornare a quei livelli è un po' complicato», dice Rivera. E commentando la cessione di un importante fetta di quota societaria da parte di Silvio Berlusconi, «Il cuore se non batte più come prima, bisogna trovare qualcuno che lo aiuti, ci vuole una macchina che aiuti il cuore a tornare a battere e probabilmente Berlusconi ha trovato un altro gruppo di finanziatori che hanno la possibilità di dare quel contributo per fare tornare il Milan a certi livelli, soprattutto ora che è diventato un pochino più difficile visto che la concorrenza per i grandi giocatori è enorme. Anzi, a dire il vero non è quello il problema, ma che non ci sono più tanti buoni giocatori». La scelta di Mihajlovic la convince? «I tecnici sono bravi quando vincono i giocatori». Un nuovo Rivera? «Non ci sono possibilità di repliche».