Sul “tubone” di Bistrigna è allarme inquinamento

STARANZANO Il progetto provinciale di depurazione delle acque denominato "Dorsale delle fognature" suscita preoccupazione per il possibile inquinamento marino. A sollevare la questione un gruppo di consiglieri comunali di Staranzano, Ronchi, Monfalcone e Sagrado. Il progetto consiste nella costruzione di un'unica condotta che dovrebbe portare gran parte delle fognature dell'Isontino al depuratore di Bistrigna a Staranzano. Da qui, attraverso il "tubone", i residui fognari, dopo il trattamento verranno immessi nel mare a una distanza di oltre 8 chilometri dal lido di Staranzano. Ma c'è apprensione per l'equilibrio già molto fragile di un litorale già "minacciato" dalle acque dell'Isonzo. E così un gruppo di consiglieri isontini hanno presentato una serie di "osservazioni" alla Regione (e per conoscenza a Iris Acqua) chiamata a esprimere una valutazione ambientale. Hanno firmato il documento Adriano Ritossa e Pasquale Pusateri di "Alternativa" di Staranzano, Battista Tarantino del Pdl a Ronchi dei Legionari, Bruno Zonta della Lista civica a Sagrado e Suzana Kulier del Gruppo misto a Monfalcone. Le perplessità riguardano in particolare il numero degli utenti che dovranno usufruire della condotta. Attualmente l'impianto di depurazione serve un bacino di 62.500 abitanti, ma secondo le ipotesi dovrebbe passare a 175.000 previsto dalla "dorsale". «Non siamo a priori contrari alla costruzione dell'impianto – affermano i consiglieri – ma bisogna tener presente diversi fattori e una corretta valutazione delle caratteristiche del depuratore per abbattere il carico inquinante, stante le modifiche meteo marine intervenute in questi ultimi anni e le normative comunitarie sempre più stringenti che riguardano i criteri di balneabilità». Nelle osservazioni emergono le perplessità in particolare sui parametri di calcolo della posa del "tubone" davanti al cambiamento meteo marino e delle correnti nel bacino di Panzano. Viene chiesto anche il censimento degli scarichi e degli "sfioratori di piena" che vanno ad impattare sul bacino idrografico del golfo di Panzano, con particolare attenzione a quelli che scaricano su canale de Dottori, Canale Brancolo e Bacino interno di Panzano. Quindi la verifica del numero degli abitanti che potrebbe essere maggiore di 175.000. Oltre a chiedere l'utilizzo dei dati in possesso dell'Arpa Fvg inerenti alle aree a ridosso del tubone, come la presenza di metilmercurio, il documento si sofferma sul trattamento di concentrazioni di farmaci. «La presenza elevata di animali nell'Isontino – spiegano i consiglieri - assieme ai trattamenti veterinari e fito farmaci utilizzati in agricoltura, dovranno trovare trattamenti idonei per evitare il bioaccumulo nella catena alimentare marina».(c.v.)