Oreti chiede un chiarimento al centrodestra

E adesso Fabrizio Oreti (Per Gorizia) chiede un chiarimento interno alla maggioranza. «Dopo l'imbarazzante mozione d'ordine richiesta, durante l'ultimo consiglio comunale, dal collega Fabio Gentile (Fi) per tagliare le gambe al documento presentato dal sottoscritto a tutela dei distributori di carburante della città, penso sia necessario un chiarimento all'interno della maggioranza, considerando però che negli ultimi due anni e mezzo chi ha fatto veramente e realmente opposizione all'interno della maggioranza stessa è stato proprio... Gentile», attacca Oreti che ricorda allo stesso Gentile che «la mozione consiliare che ho depositato fa parte degli impegni assunti in campagna elettorale dalla maggioranza che è al governo la città: pertanto, volendola stroncare, è stato proprio lui a non voler dare la giusta importanza ad un impegno di maggioranza, fortunatamente in aula ha prevalso il buon senso tra i colleghi. Al collega Gentile ha dato fastidio di non essere riuscito nel suo intento, ora cerca altre motivazioni per uscire da un colpo basso che poteva benissimo evitare, non tanto per il sottoscritto, ma nei confronti di una categoria (i benzinai) che con la prossima sentenza di infrazione della corte di giustizia europea rischiano di essere spazzati via dalla città. Auspico per il futuro più confronto e condivisione che tecnicismi politici che hanno nauseato i tanti cittadini che si aspettano più fatti e meno polemiche». Intanto i capigruppo di centrosinistra Giuseppe Cingolani (Pd), Rosy Tucci (Gorizia è tua), Livio Bianchini (Sel), Stefano Abrami (IdV), Emanuele Traini (FdS) passano all'attacco e parlano di "teatrino". «I consiglieri del centrodestra non si sopportano, passano il tempo ad architettare trappole contro i loro compagni di schieramento, usano le mozioni d'ordine per farsi i dispetti, litigano su Facebook, se la prendono addirittura con l'opposizione perché si tiene fuori dalle loro guerre interne. Il quadro è sconfortante. Gentile accusa Oreti di essere un battitore libero, una spina nel fianco per la maggioranza, e poi dice che l'opposizione aiuta la maggioranza se non asseconda le mosse di Gentile contro Oreti: poche idee e ben confuse. Il nervosismo e il malumore dei consiglieri di centrodestra sono alimentati dalla scarsa considerazione nei loro confronti manifestata dal sindaco, che continua ad accumulare deleghe pur di non affidarle a nessuno di loro. Quando Ziberna ha abbandonato la Giunta comunale perché eletto nel Consiglio regionale, Romoli, che già era sindaco e assessore ai lavori pubblici, ha preferito tenere per sé anche la pesantissima delega alla cultura. Questa concentrazione di incarichi nelle mani del sindaco è deleteria per Gorizia: un'unica persona non può trovare il tempo e le energie per svolgere bene il suo lavoro in campi così diversi. Nemmeno quando ha tolto all'assessore Vascotto la delega allo Sport il sindaco ha pensato di nominare un altro assessore, deludendo le attese di molti suoi consiglieri. Questo atteggiamento di Romoli può avere solo due spiegazioni: o non si fida dei suoi consiglieri, oppure teme che la nomina di un nuovo assessore possa dare fuoco alle polveri delle rivalità e delle invidie diffuse nella maggioranza. Una cosa è certa: chi fa le spese di tutto ciò è la città di Gorizia». (fra.fa.)