Dall'Eurogruppo segnali positivi al tavolo sulla Grecia

Il negoziato sulla Grecia tiene in sospeso i mercati, e le borse europee si preparano a un braccio di ferro che rischia di prolungarsi. Inevitabile, oggi, una correzione di fronte al probabile stallo che sembra emergere dal negoziato in corso all'Eurogruppo. «Non mi aspetto risultati da oggi», ha ribadito il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble entrando al meeting con i colleghi dell'Eurozona. Nell'incertezza, con l'Eurozona che ribadisce la necessità per Atene di portare avanti il suo programma e il governo Tsipras che fa alcune aperture ma rifiuta il prestito con le sue condizionalità, le borse preferiscono rimanere caute. Atene reagisce con una decisa correzione, perdendo oltre il 4% dopo il rialzo di ieri di oltre l'8%. Giù anche Milano (-0,77%), mentre Parigi, Londra e Francoforte attutiscono le perdite a pochi decimali. Qualche tensione riaffiora anche sugli spread, con la Grecia che chiude il differenziale sul bund a 990 punti base da 954 di ieri. Si riavvicina dunque la soglia psicologica dei 1.000 punti a segnalare che gli investitori non escludono del tutto che la crisi possa sfuggire di mano, concretizzando lo scenario di un 'Grexit', un'uscita della Grecia dall'euro che potrebbe avere esiti imprevedibili: potrebbe segnare un precedente dopo il quale ci si chiederebbe quale potrebbe essere il prossimo Paese a lasciare la moneta unica. Il rendimento del Btp decennale italiano resta comunque a 1,69%, vicino ai minimi recenti in un mercato sostenuto soprattutto dal "quantitative easing" della Bce che, attraverso le banche centrali nazionali, a marzo inizierà a comprare titoli (circa 130 miliardi quelli italiani). di Lorenzo Robustelli wBRUXELLES Dopo giorni e giorni di scontri a distanza sui giornali e di incontri bilaterali ora per la Grecia di Alexis Tsipras arrivano i primi negoziati veri. Dal tardo pomeriggio di ieri a notte inoltrata il ministro greco delle Finanze, Yanis Varoufakis, ha partecipato al suo primo Eurogruppo, il club dei suoi colleghi della moneta unica, per parlare dei suoi progetti per risanare una posizione debitoria della Grecia che il suo governo ritiene "insostenibile". La riunione si tiene in un avveniristico palazzo tutto di vetro accanto alla normale sede del Consiglio europeo, che si riunirà domani con i capi di Stato e di governo, e dunque per motivi di sicurezza impraticabile nelle ore precedenti. Varoufakis è arrivato un momento dopo il suo omologo tedesco e fiero oppositore Wolfgang Schäuble e il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde. Diversamente dal solito non ha parlato a lungo con i giornalisti, che hanno dovuto incalzarlo per sentirsi rispondere che «sono sicuro che avremo un dialogo costruttivo», e che ovviamente la possibilità che la Grecia possa uscire dall'euro «assolutamente non è sul tavolo». Il clima, ora che si deve iniziare a trattare davvero, all'Eurogruppo di ieri notte, al Consiglio di oggi e poi, di nuovo, tra ministri delle Finanze lunedì prossimo, sembra più costruttivo, la politica sta muovendo qualche passo davanti alla "matematica" dei conti. «Daremo il benvenuto al nuovo ministro e ascolteremo il piano del nuovo governo», per«"vedere su quali basi possiamo continuare a sostenere il Paese», ha spiegato il presidente dell'Eurogruppo, l'olandese Jeroen Dijsselbloem. Poi ha precisato che, sino alla fine del mese di febbraio, il programma della Grecia «è ancora in corso» e quello «sarà il punto di partenza della discussione», in cui si cercherà di capire «come portarlo avanti». Assecondando il nuovo clima che prudentemente si potrebbe affacciare Dijsselbloem ha aggiunto che «ascolteremo e poi parleremo, sono aperto a nuove idee», ma ha annunciato che si tratta solo di un primo giro di tavolo, di un'analisi delle proposte, «non ci sarà una conclusione». Nel pomeriggio era stata annunciata una dichiarazione alla stampa di Lagarde (che ha incontrato a quattrocchi Varoufakis), ma poi è stata cancellata. Per alcuni si è trattato di un buon segno, che indicava la volontà di discutere, o per lo meno di ascoltare ancora. La direttrice del Fondo monetario ha spiegato che quello col ministro greco è stato «un buon incontro, con uno scambio di punti di vista molto buono». «Stiamo iniziando un processo – ha detto Lagarde - e c'è ancora lavoro da fare». Ha parlato di più il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, annunciando che la Commissione europea vuol fare da «mediatrice e facilitatrice della discussione». Anche qui, un passo avanti. «È il momento in cui il ministro delle finanze greco potrà spiegare le sue idee, ma anche ascoltare quello che gli altri hanno da dire – ha ammonito il francese - Quello della zona euro è un quadro collettivo». Ha confermato che quella della notte di ieri è stata una discussione «non tecnica ma politica, nel senso più alto della parola, ma ci vorrà tempo prima di poter arrivare a un buon compromesso». «Serve molta buona volontà nei prossimi giorni», ha concluso. Un ostacolo grosso sui piani greci è Schäuble, che secondo alcuni osservatori è anche più oltranzista della cancelliera Angela Merkel. «Non si tratta di tracciare delle linee rosse - ha ribadito testardo ieri sera - ma esiste un programma e se la Grecia vuole, può trattare con le tre istituzioni, che vengono chiamate Troika, all'interno di questo programma». Se Atene deciderà di lasciare il programma, ha aggiunto, «siamo curiosi di sapere cosa intende fare». ©RIPRODUZIONE RISERVATA